Un modo davvero strano per riempire le tribune arriva dalla Corea del Sud, in particolare dal match della seconda giornata di K-League tra Seoul e Gwangju

di Stefano Esposito

Al posto dei tifosi veri, impossibilitati ad assistere di persona alle partite a causa dell’emergenza Coronavirus, sono comparse delle bambole gonfiabili che hanno immediatamente catturato l’attenzione dei media.

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La responsabilità della presenza di questi sex dolls è da attribuire all’azienda Dalcom, a cui il Seoul si è rivolto senza studiarne il… curriculum, considerando che la società in questione produce giocattoli sessuali. Un errore imperdonabile, che ha spinto i vertici del club a scusarsi, sottolineando come non siano stati effettuati controlli sulla natura della Dalcom.

Le bambole, come se non bastasse, recavano con sè cartelli inneggianti all’industria del sesso, cosa vietata in Corea del Sud. Davvero una giornata complicata per il Seoul, resa più dolce dai tre punti ottenuti sul campo, grazie al successo per 1-0.

Attraverso un post su Instagram il Seoul ha detto di essere “profondamente dispiaciuto” precisando che si trattavano di “manichini premium” e non di sexy toys sebbene il fornitore sia lo stesso che produce sex toys: “La nostra intenzione era di fare qualcosa che alleggerisse la situazione in questi tempi” assicurando che la cosa non si ripeterà più. Il campionato sudcoreano, ricordiamo, è ritornato l’8 maggio