Luigi de Magistris e Alessandra Clemente
Luigi de Magistris e Alessandra Clemente in una foto di qualche anno fa

La città versa ormai nel degrado più totale

di Marcello Lala

Il cinismo di Luigi de Magistris nel dare in pasto ai media ed alle forze politiche il nome di Alessandra Clemente ad 8 mesi dalle elezioni  è qualcosa di imbarazzante.

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Non solo perché, come dice qualcuno, l’abc della politica insegna che cacciare un nome così presto equivale a bruciarlo ma anche e soprattutto perché proprio chi dovrebbe sostenerla senza se e senza ma come lo zio Sandro Ruotolo non ha perso neanche un minuto (credo 30 secondi) per fare una dichiarazione al vetriolo contro la amata nipote candidata in pectore.

Ma al di la delle manovre dell’ormai ex sindaco volte ad ottenere qualcosa per sé e non per la città, Napoli merita un confronto ampio ed una volontà forte per il cambiamento.

La città è nel degrado sociale e morale più profondo, solo quest’anno due minorenni sono morti perché intenti a fare delle rapine a mano armata ed hanno avuto la sventura di incrociare sulla loro strada criminale le forze dell’ordine. Interi quartieri sono governati e sottolineo governati dalla criminalità organizzata. Non c’è un solo progetto per Napoli che vada avanti o che veda la luce a breve, tanto da costringere il 70% dei giovani laureati ad abbandonare la città. Chi non va via viene fagocitato dalle sirene dei clan e dalle immagini di gomorra 4.0. Ha ragione Nino Daniele quando dice che queste sono per Napoli  le elezioni comunali più importanti della storia repubblicana lui che pure ha fatto parte della storia arancione (il miglior assessore alla cultura degli ultimi anni senza dubbio) perché qui si decide se affondare completamente o meno, bere o affogare.

Al di là dei nomi che si rincorrono in questi giorni credo che le idee siano il fattore più importante. Non serve uno scienziato per capire che a Napoli c’è tanto da fare e non si è fatto e non si fa per rilanciare la città. Basta guardarsi intorno e capire che Bagnoli è una risorsa talmente morta che neanche l’Europa ha voluto stanziare i soldi del Recovery found perché di soldi ce ne ha dati già troppi. Che Napoli est è una chimera che fa comodo così come è nel degrado totale in cui versa perché la criminalità della zona orientale ci sguazza e controlla il territorio (in barba ai paladini dell’antimafia o come diceva qualcuno i professionisti dell’antimafia).

La nautica, simbolo della risorsa mare per una città come Napoli, in questi giorni è dovuta traslocare a Bologna (città senza mare) perché la Regione Emilia Romagna ha messo a disposizione l’ente Fiera di Bologna con tre padiglioni e l’intera città per esporre, mentre sul lungomare di via Caracciolo si preferisce o tenerlo chiuso ed inattivo oppure fare la fiera del baccalà o della pizza.

Insomma qualcuno deve tirare su le sorti di questa nostra amata città prima che affondi completamente. A tutt’oggi non si è espresso ancora il governatore Vincenzo De Luca che secondo noi ha qualcosa in serbo per le prossime elezioni comunali, ha una carta da giocare, ma essendo il miglior giocatore sulla piazza la caccerà al momento opportuno.