L'ex boss di Forcella, Luigi Giuliano
L'ex boss di Forcella, Luigi Giuliano

Luigi, l’ex «re di Forcella»: contatti con Cosa Nostra siciliana che aveva in Michele Zaza il proprio referente a Napoli

di Giancarlo Tommasone

«La strada della camorra fu intrapresa soprattutto per contrastare e difendersi dalla Nco di Raffaele Cutolo, perché la nostra vita e i nostri traffici erano minacciati dall’organizzazione di Ottaviano». Lo ha dichiarato in più di una occasione, il collaboratore di giustizia Luigi Giuliano, oggi 70enne, ex capo dell’omonimo clan e tra i vertici della cosiddetta Fratellanza napoletana, nucleo primigenio della Nuova famiglia. Lo tiene a sottolineare – in qualità di teste – anche a luglio del 2015, nel corso di una udienza che si celebra nell’ambito del processo sulla presunta trattativa Stato-mafia. «Sono entrato a far parte del clan Giuliano, come capo, nel periodo 1978-1979, contestualmente entrai tra i vertici anche della confederazione che va sotto il nome di Nuova famiglia», afferma l’ex «re di Forcella». Relativamente ai rapporti che l’ex boss Luigi Giuliano avrebbe intessuto con esponenti di Cosa Nostra siciliana, contatti con i mafiosi risalirebbero agli inizi degli anni Settanta. «Prima di entrare in una associazione camorristica – spiega il pentito al pm – effettuavo furti, anche nei caveau di banche, e mi occupavo di contrabbando di sigarette. A Napoli, in quel periodo, se volevi entrare nel mondo del contrabbando dovevi per forza di cose interfacciarti con Michele Zaza, referente dei mafiosi a Napoli». «Per tale motivo – afferma ancora Giuliano – conobbi sia Michele Greco (alias il Papa), prima, che Gaetano Badalamenti, dopo».

ad
Riproduzione Riservata