Spallata all’impianto accusatorio da parte della Suprema Corte, che annulla le condanne nei confronti dei tre forcelliani Mario Dragonetti, Luigi Procopio e Gennaro Di Stasio.

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna inflitta in precedenza a Mario Dragonetti, Luigi Procopio e Gennaro Di Stasio, accusati di aver messo in piedi un traffico di sigarette di contrabbando sull’asse Napoli-Udine nel 2015. Tutti erano stati condannati a tre anni di reclusione.

La difesa, come riporta un articolo del ‘Roma’, a firma del collegha Luigi Nicolosi, ha fin da subito sostenuto il carattere approssimativo e illogico della prova indiziaria formulata a carico degli imputati. Nessuno dei quali risultava organico a clan, nonostante Mario Dragonetti sia il fratello di Salvatore, imparentato con il clan Giuliano e ucciso nel 2017 con Edoardo Amoroso in un agguato.

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Il movente sarebbe il contrasto generato con il clan Contini e in particolare il gruppo Grasso-Esposito-De Feo-Tolomelli per il predominio nel business di traffici di droga e del pizzo ai “bancarellari”, sfociato nella gambizzazione di un extracomunitario a Porta Nolana. Goccia che ha fatto traboccare il vaso, portando alla sentenza di morte. Per la quale, però, all’appello delle forze dell’ordine mancano ancora gli esecutori materiali.

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