lunedì, Dicembre 6, 2021
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Continua la «guerra» tra la Lega e musica napoletana

Lo scontro finito in tribunale tra Matteo Salvini e i 99 Posse è solo l’ultimo atto di una diatriba che va avanti da tempo.

Facile, senza dubbio, non è il rapporto tra la Lega e la musica napoletana. Quantomeno quello con i cantanti napoletani. Il partito del “Carroccio” nasce quanto più lontano possibile dalla canzone partenopea e negli anni sono state svariate le occasioni che hanno ribadito tutto ciò. Ultima, in ordine di tempo, si consuma in queste ore, con lo scontro in tribunale tra Matteo Salvini e i 99 Posse. La band napoletana è stata querelata proprio dal leader della Lega per diffamazione aggravata a causa di un video diffuso il 17 febbraio 2015 sulla loro pagina Facebook e su YouTube.

Salvini, presente in aula a Napoli, al contrario dei componenti del gruppo, però, all’uscita dal Palazzo di giustizia ha voluto sottolineare come per lui “se chi mi ha minacciato e insultato chiede scusa e fa mille euro di donazione in beneficenza a una associazione di volontariato di Napoli, allora la questione è chiusa perché ci sono cose più importanti di cui i palazzi di giustizia devono occuparsi”.

Nel video in questione, infatti, venivano invitati i cittadini a scendere in piazza contro Salvini, definendolo “razzista” e “come si dice a Napoli, una lota e deve essere preso a calci nel deretano ogni volta che mette piede nelle strade della città”.

Il senatore ha anche ammesso come i suoi gusti musicali siano più orientati verso un altro genere (“preferisco De André e De Gregori ai 99 Posse, ma questo fa parte della soggettività”) e di certo non è l’unico nella storia del partito. Storico lo scontro tra Umberto Bossi e Pino Daniele, citato in giudizio proprio dal “senatur” per aver commentato una sua performance canora sulle note di ‘Maruzzella’, definendolo “uomo di m…”, e aggiungendo “mi fa schifo”. Il cantante fu costretto a versare 65mila euro a fronte dell’iniziale richiesta di risarcimento di 500mila.

Nel 2010 è stata la volta del Carroccio veneziano, che ha imposto ai gondolieri di non cantare più canzoni come “O sole mio”, da sempre le preferite dei turisti giunti in Laguna, invece di quelle della tradizione della “Serenissima”. Come a dire, “canzoni e buoi dei paesi tuoi”.

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