Ettore Bosti, figlio del boss Patrizio

Sei secoli di carcere per sessantotto condanne. Sedici le assoluzioni, e pene che oscillano dai trent’anni per i boss, ai due per i ‘semplici riciclatori’. Questa la decisione del collegio A della prima sezione penale del Tribunale di Napoli che ieri pomeriggio ha emesso la maxi-sentenza contro il clan Contini, la cosca che dalla zona dell’Arenaccia a Napoli ha conquistato una grande potenza economica, grazie a una massiccia azione di riciclaggio di denaro sporco sia al Centro che il Nord Italia.

Il clan Contini
Il clan Contini

Diciotto anni al capoclan Ettore Bosti, trenta a Salvatore Botta e 25 a Ciro Di Carluccio, che aveva investito in distributori di carburante in diverse regioni italiane i soldi che arrivavano direttamente da Napoli. Piu’ che un clan e’ un’holding del crimine che per anni ha organizzato gli affari criminali non solo nei quartieri a ridosso dell’aeroporto di Capodichino, ma anche nei quartieri limitrofi, grazie ad una fitta rete di alleanze.

Gli imputati erano accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso e di riciclaggio. L’inchiesta ha infatti portato a scoprire tutti i canali che il gruppo camorristico usava per poter reinvestire, ripulendoli, i milioni di euro provenienti dai traffici di droga. I maggiori investimenti erano stati fatti a Roma e a Viareggio. Poi la bufera con un centinaio di arresti circa tre anni fa.