Il Movimento rimette il sussidio nel programma. La vecchia misura è stata abolita, mentre restano aperti i dossier su indebiti e Superbonus
Giuseppe Conte riparte dal Reddito di cittadinanza. Il Movimento 5 Stelle lo rimette nel programma sottoposto agli iscritti, anche se in una veste nuova rispetto al sussidio abolito e sostituito dall’Assegno di inclusione. La formula cambia, la matrice politica molto meno: torna una delle bandiere della stagione grillina al governo.
Il Reddito rientra nel programma dei Cinque Stelle
La proposta punta a rimodulare l’attuale Assegno di inclusione e viaggia insieme al salario minimo, alle tutele per autonomi e partite Iva e alle misure pensate per i giovani.
Del resto, il ritorno era già nell’aria. In Campania Roberto Fico ha rilanciato un nuovo Reddito di cittadinanza regionale, recuperando una battaglia che continua a occupare un posto preciso nell’identità politica del Movimento.
Il vecchio sussidio, però, non esiste più. Al suo posto ci sono l’Assegno di inclusione e il Supporto per la formazione e il lavoro. Secondo gli ultimi dati dell’Inps sulle nuove misure, l’Adi ha coinvolto dall’avvio oltre un milione di nuclei familiari.
Il vecchio sistema ha lasciato anche il conto degli indebiti
Riportare il Reddito al centro della proposta politica significa però riaprire anche il capitolo dei controlli.
INPS e Guardia di finanza hanno comunicato di aver individuato oltre 3.300 percettori senza requisiti. Più di 43 milioni di euro risultano indebitamente riscossi nelle verifiche avviate successivamente.
Anche Napoli ha conosciuto casi finiti davanti alla magistratura. Stylo24 ha raccontato la truffa sul Reddito contestata a nuclei familiari riconducibili al clan Contini, con sequestri per circa 270mila euro.
Conte torna così a una delle bandiere del primo M5S
Il programma, naturalmente, non si esaurisce nel sussidio. Ci sono il salario minimo, il voto ai sedicenni, maggiori tutele per i lavoratori autonomi, una diversa tassazione delle rendite e un pacchetto rivolto alle nuove generazioni.
Conte presenta il percorso come il frutto del confronto con la base: «Ora tocca a voi. Dalla scorsa primavera in 17 mila avete partecipato ai tavoli di Nova».
Dentro questa nuova piattaforma, però, il Reddito resta una delle proposte più facilmente riconoscibili. Ed è anche quella che riporta più velocemente il Movimento alla sua esperienza di governo.
Perché sul tavolo resta anche il conto del Superbonus
Quella stagione non ha prodotto soltanto il Reddito. Tra le misure legate politicamente al Movimento c’è anche il Superbonus, il cui impatto sui conti pubblici è cresciuto ben oltre le previsioni iniziali.
Le valutazioni del ministero dell’Economia hanno registrato un aumento della stima del solo Superbonus da 36,55 a 67,12 miliardi.
E il conto non si è chiuso con la fine dell’agevolazione. La Banca d’Italia rileva ancora un aumento del rapporto debito/Pil collegato anche agli effetti ritardati dei crediti d’imposta edilizi.
Stavolta il Reddito torna con una storia già scritta alle spalle
Conte rimette dunque nel programma una misura che per il M5S conserva un forte valore politico. I sostenitori possono rivendicarne la funzione di contrasto alla povertà. I critici hanno invece davanti i dati sugli indebiti, le falle emerse nei controlli e l’esperienza accumulata durante gli anni in cui il sussidio è rimasto in vigore.
Ed è qui che il nuovo tentativo incontra inevitabilmente il vecchio Reddito. Perché stavolta sul tavolo non ci sono soltanto una promessa e una proposta da discutere. Ci sono già numeri, controlli e conti con cui fare i conti.

















