Si registra ancora un ampio divario tra Settentrione e Meridione d’Italia. A spendere di più, secondo l’indagine di Confesercenti, tutte le regioni del Nord: Emilia-Romagna – 32.590 euro di spesa annuale – e poi Trentino-Alto Adige (33.614) e Lombardia, che con 33.621 si conferma la regione più dinamica d’Italia. Ma è tutto il Nord a mostrare andamenti superiori alla media nazionale, con l’eccezione della Liguria, dove la spesa media si è fermata a 26.992 euro, circa 1300 euro in meno della media Italia.

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Tra regione e regione, però, variano a seconda delle singole voci di spesa prese in esame. Con qualche sorpresa: la Valle d’Aosta ha il budget più alto per alimentari e bevande: 5.544 euro l’anno, oltre 500 euro in più rispetto alla media. Ma, in proporzione, è la Campania – pure in seconda posizione a livelli assoluti – a spendere di più: 5.380 euro, il 19,2% del bilancio famigliare annuale.

A tirare maggiormente la cinghia
sui prodotti alimentari, invece,
sono le famiglie di Abruzzo e Sicilia

Per ristorazione e servizi ricettivi a spendere di più, sono le famiglie del Trentino-Alto Adige – 2.237 euro l’anno – seguite a breve distanza dall’Emilia-Romagna (2.107 euro) e dalla Lombardia (2.022 euro). Le famiglie valdostane sono invece prime in classifica per la spesa in abbigliamento e calzature: nel 2018 i nuclei familiari della regione hanno investito in prodotti di moda 2.134 euro l’anno, oltre 800 euro in più della media Italia.

E l’abbigliamento è uno dei capitoli di spesa più importanti anche per il Molise. Qui le famiglie hanno speso in media, nel 2018, 1.808 euro l’anno: il 6,3% del loro budget complessivo. Passando alle spese per l’abitazione è il Lazio a balzare in testa: le famiglie laziali spendono per il capitolo casa 12.057 euro, oltre 2mila in più rispetto alla media nazionale (9.897). La Lombardia torna in cima alle classifiche per la salute 1.732, quasi il doppio di quanto fatto nelle Marche. Divari eclatanti anche per quanto riguarda l’istruzione: in Lombardia si dedicano a questa voce 266 euro l’anno in media, oltre 3 volte le risorse investite dai calabresi (79 euro).

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