Adolfo Greco e Giosy Romano (non indagato nell'ambito dell'inchiesta ex Cirio)

Inchiesta ex Cirio, l’imprenditore intercettato racconta di come fece incontrare l’allora sindaco di Brusciano (non indagato) con Luigi Cesaro

di Giancarlo Tommasone

Una doverosa premessa: Giosy Romano, riconfermato presidente del consorzio Asi (area di sviluppo industriale) di Napoli, lo scorso anno, non è indagato nell’ambito dell’inchiesta relativa all’area ex Cirio. E non risulta avere alcunché a che fare con la vicenda. Romano viene citato dal personaggio centrale dell’indagine, Adolfo Greco (imprenditore di Castellammare di Stabia, ristretto ai domiciliari insieme ad altre cinque persone), e il suo nome finisce nel brogliaccio delle intercettazioni. Greco è a bordo della sua auto, in compagnia di un suo amico e discute della nomina dell’avvocato, all’epoca anche sindaco di Brusciano.

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E’ il 7 maggio del 2015, nel corso della conversazione, è annotato nell’ordinanza, «Greco raccontava la vicenda della nomina dell’avvocato Romano (avvenuta il precedente 20 aprile, ndr), assumendo come dato certo che tale designazione fosse stata favorita, proprio dagli esponenti del partito politico di Forza Italia». L’imprenditore – è scritto ancora nelle carte dell’inchiesta – «svelava la finalità di tutta l’operazione, e cioè quella di sottrarre da ogni vincolo l’area cosiddetta Asi, potendo così inserirvi tutte le possibili forme di attività economica. Spiegava, quindi, che agendo direttamente a livello locale (e cioè presso il consorzio Asi) e non regionale, sarebbe stato possibile emanare un nuovo regolamento, per quelle aree territoriali, sulle quali in origine era possibile insediare esclusivamente attività industriali».

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«Tradotto», argomentano gli inquirenti: Greco avrebbe visto velocizzarsi l’iter per la riconversione e la speculazione dell’area ex Cirio (realizzazione di 330 appartamenti, box e attività commerciali). Ecco di seguito alcuni passaggi delle fasi intercettate nell’auto di Greco. «E’ il direttore dell’Asi, l’avvocato Romano, e anche sindaco di Brusciano, venne da me, lo raccomandò prima Antonio Milo (non indagato nell’inchiesta in oggetto, ndr)», afferma l’imprenditore. «E io lo feci incontrare con Giggino ’a purpetta (Luigi Cesaro, ndr) per farlo dare i voti ai Comuni. Lui (Romano) il 20 aprile è stato eletto e mi ringraziò; adesso, venne l’altro giorno a ringraziarmi, e io gli ho fatto incontrare (il 5 maggio del 2015) tutti gli imprenditori (20-30 persone) giù da me (si riferisce alla sede dell’azienda Cil)… Antonio Pentangelo», racconta Greco.

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Quest’ultimo parla anche di un provvedimento che sarebbe stato prodotto per la zona Asi a Castellammare di Stabia. «“Comunque, vi ringrazio don Adolfo”, disse lui (Romano), perché io quando lo presentai, dissi: questo è figlio d’arte, che veramente ragazzo (giovanissimo), si è laureato con una tesi sui consorzi Asi».

Gli indagati, le misure cautelari

Tornando all’inchiesta sull’area ex Cirio, agli arresti domiciliari sono finiti Adolfo Greco, Antonio Elefante, Maurizio Biondi, Vincenzo Campitiello, Marcelo Ciofalo e Vincenzo Colavecchia. Obbligo di firma per Angelina Annita Rega (moglie di Greco). Per gli onorevoli di Forza Italia, Lugi Cesaro e Antonio Pentangelo, l’esecuzione delle rispettive misure cautelari è stata sospesa in attesa dell’autorizzazione della Camera di appartenenza.