L'imprenditore Alfredo Romeo
L'imprenditore Alfredo Romeo

di Giancarlo Tommasone

Il nodo della questione è rappresentato da un presunto incontro avvenuto in un bar a Firenze nel 2015 e che, secondo i pm avrebbe visto la partecipazione di Tiziano Renzi (padre dell’ex premier Matteo) e di Alfredo Romeo. L’inchiesta è quella della Consip, il reato che si prefigurerebbe, quello di traffico di influenze. A riportare la notizia è il Fatto Quotidiano con un articolo a firma di Marco Lillo e Valeria Pacelli. Viene anche pubblicato il testo di una conversazione intercettata l’8 novembre del 2016 a Roma, negli uffici della Romeo Gestioni. A parlare Alfredo Romeo e il suo consulente Italo Bocchino.

L'ex deputato di An Italo Bocchino
L’ex deputato di An Italo Bocchino

I due si interrogano su come sia nata l’inchiesta di Woodcock. All’epoca l’indagine, ufficialmente, aveva messo sotto la lente solo i rapporti tra Romeo e l’allora dirigente del Comune di Napoli, Giovanni Annunziata. Quindi l’inchiesta Consip e le intercettazioni in cui compare il nome di Tiziano Renzi non sono ancora note. Finito nel mirino dalle prime battuta dell’inchiesta di Woodcock è proprio Giovanni Annunziata, a cui, secondo la ricostruzione dell’ufficio inquirente, non supportato però da elementi di prova, sarebbe stato commissionato un dossier contro il sindaco di Napoli Luigi de Magistris, alla vigilia delle Primarie del centrosinistra del 2016.
E tale documentazione sarebbe – sempre secondo l’accusa – stata raccolta grazie alla collaborazione della Romeo Gestioni, ma questo è un altro discorso. Annunziata, indagato per corruzione nell’ambito dell’inchiesta Romeo sui presunti appalti truccati, era finito pure ai domiciliari. La decisione del gip lo aveva poi fatto tornare in libertà, una settimana dopo, era il 15 novembre del 2017. Ma torniamo alla conversazione intercettata tra Romeo e Bocchino.

Tiziano Renzi

“Il principino? (…) ma perché che cazzo c’entra? (…) loro hanno sentito, e chill’ s’è arrapato e ha mis…”. Romeo con il termine ‘principino’ si riferirebbe a Matteo Renzi e teme che il pm stia seguendo la pista che porta al padre dell’ex premier. La circostanza potrebbe essere emersa anche dalle conversazioni che da mesi Romeo ha con Carlo Russo, attraverso il quale cercherebbe di agganciare il papà di Renzi.

Il pm della Procura di Napoli, John Henry Woodcock
Il pm della Procura di Napoli, John Henry Woodcock

Romeo si chiede se durante tali colloqui abbiano mai fatto nomi e cognomi, ma Bocchino lo tranquillizza, dicendo che non sono mai stati fatti. Per Italo Bocchino, il nodo della questione sta nelle tracce che starebbe seguendo Woodcock, che “vuole fare innervosire Annunziata. Questo è un personaggio sopra le righe e vuoi vedere che (avrà detto Woodcock, ndr) lo spaventiamo che lo arrestiamo e questo ci dice qualcosa? E si è arrapato. Magari gli ha raccontato che sei andato a Firenze e ti ha lasciato dietro al bar (…) Se tu ricostruisci il giorno che sei andato lo sappiamo se c’era o no”. Il consulente di Romeo ipotizza pure che lui (Annunziata, ndr) ha raccontato la “questione di Firenze”. In base anche alla rilettura di altre intercettazioni, gli inquirenti avrebbero poi seguito la pista che porta al presunto incontro al bar, che sarebbe avvenuto nell’estate del 2015 tra Tiziano Renzi e Alfredo Romeo. Ma finora, al di là delle ricostruzioni dell’accusa, non c’è alcuna prova che Renzi sr e Romeo si siano mai incontrati.