Tiziano Renzi e l'imprenditore napoletano Carlo Russo

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di Francesco Vitale

Caso Consip, emergono nuovi elementi relativi a un presunto incontro che si sarebbe svolto il 16 luglio del 2015 a Firenze e al quale avrebbero partecipato Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Matteo, l’imprenditore napoletano Carlo Russo, e l’immobiliarista Alfredo Romeo, 66enne originario di Cesa (in provincia di Caserta). La circostanza è stata riportata dall’edizione odierna de «Il Fatto Quotidiano» in un articolo a firma di Marco Lillo e Valeria Pacelli.

Le novità emergono da una informativa relativa al contenuto
del cellulare di Russo (sequestratogli a marzo di due anni fa)
e finalmente accessibile grazie all’intervento di una azienda tedesca

Dal dispositivo si è riusciti a recuperare le chat scambiate tra Tiziano Renzi e Carlo Russo e relative, si presume, al commento di un incontro avvenuto poco prima. Secondo quanto annotano i carabinieri nell’informativa, dalle 15 circa del 16 luglio 2015 le utenze dei tre soggetti (vale a dire Renzi senior, Russo e Romeo) agganciano ripetitori che servono zone attigue, al centro di Firenze.

Il presunto incontro avvenuto a Firenze
tra Tiziano Renzi, Carlo Russo e Alfredo Romeo

Ciò è dunque compatibile rispetto all’ipotesi di un loro eventuale incontro. Vengono riportati anche i contenuti delle chat scambiate tra Tiziano Renzi e Russo. Alle 15.24 Tiziano scrive a Russo su Telegram: «Ci sono». L’amico gli risponde alle 15.43: «Ci siamo». Ipotizzano sempre gli investigatori, in quel momento, Russo si trova già insieme a Romeo. Renzi senior e Russo riprendono a scriversi circa tre ore più tardi, e sembrano commentare l’incontro che si sarebbe svolto in precedenza. Alle 18.22, Tiziano scrive: «Impressioni?». Russo risponde: «A lui positivamente… A te?». Al che Renzi senior invia un altro mess: «Buone, speriamo che non mi pongano ostacoli». E Russo: «Speriamo». La possibilità che Romeo si trovasse a Firenze quel pomeriggio del 16 luglio del 2015 è confermata inoltre da quanto emerge da altre informative. Alle 15.27 l’immobiliarista chiama la sua segretaria chiedendole informazioni sulle gare di Grandi Stazioni; cinque minuti dopo, invece lo contatta il figlio, al quale Alfredo Romeo dice: «Sto a Firenze… finisco questo incontro e ti chiamo».

C’è da sottolineare che le nuove circostanze emerse grazie alle chat recuperate, non hanno fatto cambiare idea ai pm, convinti della richiesta di archiviazione per Tiziano Renzi, indagato per traffico di influenze nell’ambito dell’inchiesta Consip. Carlo Russo – indagato per millantato credito -, secondo le ipotesi degli inquirenti, quando avrebbe preso accordi con Romeo, lo avrebbe fatto all’insaputa di Tiziano Renzi. Russo avrebbe assicurato a Romeo un’influenza sui vertici della Consip in cambio di promesse di denaro.

La nuova inchiesta che accende
i riflettori sugli affari della famiglia Renzi

Nel frattempo, come riporta «Panorama» nell’articolo a firma di Giacomo Amadori, c’è un nuovo fascicolo d’inchiesta che mette sotto la lente gli affari della famiglia Renzi. L’indagine parte da una indagine per false fatture che ha portato al rinvio a giudizio dei genitori dell’ex premier e del loro ex socio Luigi Dagostino,  e conduce a una società di lobbying che viene aperta a Roma da Patrizio Donnini (tra i più stretti collaboratori dei Renzi) e dal genero di Tiziano Renzi e Laura Bovoli, Andrea Conticini. La sede romana di Dortmedia è «ospitata» negli uffici di Reti-QuickTop, che si occupa – riporta «Panorama» – di «lobbying e public affairs» e che oggi è in liquidazione. L’azienda fondata 15 anni fa (dal renziano Claudio Velardi) ha lasciato il campo alla Quicktop, costola della Reti e gestita dalla salernitana Giuseppina Gallotto. Quest’ultima è stata segretaria di una sezione dei Ds e dopo aver appoggiato Bersani alle Primarie, proprio contro Matteo Renzi, alla fine si è «convertita» al renzismo. Inoltre ha sostenuto la candidatura alle Regionali del 2015 di Vincenzo De Luca, diventato poi governatore della Campania.

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