Le indennità extra che per 17 anni hanno consentito ai dipendenti del consiglio regionale, frutto di due leggi valide solo in Campania, sono da considerarsi illegittime. A sancirlo la Corte costituzionale con una sentenza, come riporta un articolo di ‘Repubblica’ del collega Alessio Gemma, depositata ieri che boccia definitivamente i fondi per il salario accessorio istituiti tra il 2002 e il 2003. Emolumenti fino a 12.500 euro annui destinati a comandati, distaccati e dipendenti di segreterie di commissione, dell’ufficio di presidenza. Un fondo arrivato a pesare fino a 6 milioni l’anno, retribuendo per ogni singolo dipendente la stessa attività fino a tre volte.

 

La Corte dei conti, a ottobre 2018 aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale, in quanto il trattamento economico del personale è di esclusiva competenza statale e non delle Regioni. La magistratura contabile scriveva anche che “il finanziamento di quei fondi è tale da causare un inutile dispendio di risorse attraverso una loro distribuzione a pioggia, con riflessi negativi sugli equilibri della finanza pubblica e sulla sostenibilità del debito”. Il 30 maggio l’abrogazione dei due fondi e ieri la decisione della Consulta, per cui “l’istituzione di nuovi fondi, prevista dalle norme regionali in violazione della competenza legislativa esclusiva statale, ha determinato un aggravio della spesa per il personale regionale”.