mercoledì, Novembre 30, 2022
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«Il consigliere aggiunto escluso dalle commissioni è inutile»

di Giancarlo Tommasone

A Napoli tiene ancora banco la vicenda del consigliere aggiunto Viraj Prasanna. Ma oltre alla discussione aperta sugli evidenti problemi con la lingua italiana da parte del 41enne dello Sri Lanka, ci si interroga anche sull’efficacia dei mezzi messi in campo dal Comune per favorire partecipazione e integrazione tra le comunità.

Adriana Poli Bortone

Basta, per affrontare con la dovuta cura le istanze dei migranti, far partecipare il consigliere extracomunitario ai soli consigli comunali, o c’è bisogno della sua voce e del suo apporto anche in seno alle commissioni? Stylo24 ha girato la domanda ad Adriana Poli Bortone, ex sindaco di Lecce.

Secondo la prima fascia tricolore a istituire la figura del consigliere aggiunto (addirittura nel 1998), non basta, «assolutamente no».

«Le commissioni consiliari sono necessarie». «Quello che attuammo a Lecce fu un progetto che diede i suoi risultati, proprio perché le comunità straniere si sentivano rappresentate e affidavano le proprie richieste a una delegato che le poteva poi portare all’attenzione degli altri componenti delle commissioni», afferma l’ex prima cittadina di An (oltre che ex vicepresidente della Camera, ex ministro ed ex europarlamentare).

«Si giunse ad ottimi risultati; del resto erano coinvolte sia la comunità italiana che quella straniera. Ricordo che pubblicizzammo l’iniziativa anche attraverso spot televisivi. L’obiettivo fu quello della integrazione in senso stretto, nel segno della civiltà e del rispetto reciproci. Ai cittadini extracomunitari fu affidata pure la gestione di spazi propri, dove potevano svolgere attività lavorative e culturali. Naturalmente, chi era interessato a partecipare, doveva farlo con attività trasparenti e legali», sottolinea ancora Poli Bortone.

E i consiglieri aggiunti a Lecce, parlavano e comprendevano l’italiano? «Sì. All’inizio, è normale, provavano un po’ di emozione e timidezza, però parlavano, comprendevano e partecipavano in italiano alle discussioni. Ribadisco, non so in altri Comuni come funzioni, però credo che soltanto tramite la partecipazione alle commissioni, i consiglieri aggiunti possano davvero essere portavoce delle richieste delle comunità dei migranti che rappresentano. La sola partecipazione in consiglio comunale serve a niente», conclude Poli Bortone.

Il consigliere comunale aggiunto, Viraj Prasanna

A voler pure sottolineare il fatto che in consiglio comunale arrivi qualcosa di già «confezionato», e che dunque, per partecipare all’attività politica, l’aggiunto debba prendere parte alla fase di «confezionamento», che avviene appunto con le commissioni. Nel frattempo, questa mattina, a Palazzo San Giacomo, è previsto lo svolgimento del Tavolo Immigrati.

L’incontro è stato convocato lo scorso 26 luglio dall’assessore al Welfare, Roberta Gaeta.

Alla riunione dovrebbero prendere parte anche Jamal Qaddorah, responsabile immigrazione Cgil Campania; i componenti dell’associazione antirazzista e interetnica «3 Febbraio»; i responsabili di associazioni di cittadini di origine africana. Al centro della discussione, ci sarà sicuramente il recente episodio del Vasto, quello relativo al ferimento a colpi di arma da fuoco dell’ambulante senegalese Cissé Elhadji Diebel (22 anni).

Gran parte dei partecipanti e degli argomenti del tavolo sarebbero cambiati proprio dopo l’avvenimento di giovedì scorso, quando si è appunto registrato il raid ai danni del 22enne. Dovrebbero essere presenti all’incontro anche componenti della comunità dello Sri Lanka, «sostenitori» di Viraj Prasanna, il consigliere extracomunitario aggiunto, eletto lo scorso 15 luglio.

Il presidente del consiglio comunale Sandro Fucito (in alto) e il sindaco Luigi de Magistris

La convocazione del Tavolo Immigrati era stata prodotta proprio due giorni dopo il consiglio comunale che aveva visto il debutto in aula di Viraj. E nelle 24 ore successive alla pubblicazione da parte di Stylo24 di un video, in cui si evince la grande difficoltà del consigliere cingalese, nell’esprimersi e nel comprendere l’italiano.

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