di Giancarlo Tommasone

Salvo repentini ripensamenti, possiamo dire che è arrivata al capolinea l’avventura politica di Viraj Prasanna, il 41enne dello Sri Lanka eletto consigliere extracomunitario aggiunto a Napoli lo scorso quindici luglio. Un incarico che dunque ha avuto la durata di appena due settimane.

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A dichiararlo è stato l’interprete, amico
e portavoce di Viraj, Fernando Piyasiri. Raggiunto telefonicamente da Stylo24
ha tenuto a sottolineare come si tratti di una decisione presa direttamente dal 41enne

«Il consigliere, anche in virtù dell’esposizione mediatica che lo ha interessato, ha deciso di lasciare. E lo fa di sua iniziativa», dichiara Piyasiri. «Il Comune di Napoli non c’entra», afferma ancora. «Il problema è rappresentato dalla lingua, anche se il consigliere si è impegnato a migliorare il suo italiano, studiandolo. In questo momento, però, non si sente all’altezza e quindi ha deciso di lasciare».

Il caso del consigliere extracomunitario è stato sollevato
dal nostro giornale, che ha pubblicato un video in esclusiva,
diventato virale poco dopo essere stato immesso in rete

Una clip che testimonia quanto Viraj abbia difficoltà non solo a parlare un minimo di italiano, ma finanche a comprenderlo. La notizia ha varcato i confini nazionali e ha focalizzato l’attenzione anche dei network dello Sri Lanka.

L’opposizione della comunità cingalese alla decisione di Viraj

Domenica scorsa si sarebbe poi registrata una sorta di scontro tra Viraj Prasanna e la comunità cingalese. «Nel momento in cui il consigliere ha espresso la volontà di lasciare, c’è stata l’opposizione dei rappresentanti della comunità dello Sri Lanka, anche perché si sono svolte delle elezioni, i cittadini hanno espresso il proprio voto ed hanno esercitato un diritto». Non è dunque escluso, che già nelle prossime ore, come sottolinea ancora Fernando Piyasiri, Viraj Prasanna possa rassegnare le proprie dimissioni.

L’iniziativa si è trasformata in un boomerang

L’iniziativa di dare voce alle comunità di migranti che vivono in città, progetto dalla valenza democratica lodevole e senza precedenti per il Comune di Napoli, si è dunque tramutata in un flop per l’Amministrazione de Magistris. Alla base del fallimento soprattutto il non aver saputo gestire la situazione a partire proprio dai requisiti richiesti ai candidati per iscriversi alla tornata elettorale. E il piano si è trasformato in un boomerang che ha colpito ripetutamente gli arancioni di Palazzo San Giacomo.

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