domenica, Novembre 27, 2022
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Piccolo promemoria per l’assessore Sardu sul consigliere extracomunitario

di Giancarlo Tommasone
L’assessore comunale Alessandra Sardu ha rilasciato una intervista a la Repubblica Napoli, nel corso della quale è tornata sulla vicenda del consigliere extracomunitario aggiunto Viraj Prasanna. Il caso del portavoce delle comunità migranti, che non parla né comprende l’italiano, è stato sollevato da Stylo24, che ha pubblicato in esclusiva due video in cui emergono palesi difficoltà con la lingua da parte del 41enne dello Sri Lanka. Analizzeremo alcune risposte (riportate in neretto) dell’assessore Sardu, sottolineandone le incongruenze.

«L’ho accompagnato come una mamma in consiglio, l’ho fatto sedere in prima fila. Viraj è una persona che ho aiutato, mi sono fatta un cuore così».
L’esercizio dell’attività politica non è quella di assistere una persona, come fa la Croce Rossa. Compito dell’assessore era verificare i requisiti minimi di agibilità politica per Viraj. Non lo ha fatto, quindi appellarsi a frasi tipiche della sceneggiata napoletana (l’ho accompagnato come una mamma; mi sono fatta un cuore così) è indice di immaturità politica.
«Ho autenticato personalmente le firme per la sua candidatura come per altri aspiranti consiglieri extracomunitari. Ho aperto le porte del mio assessorato dalle 8 di mattina alle 9 di sera, con il mio personale che ha assistito i candidati. E adesso devo prendermi gli insulti?».
Nessuno l’ha insultata. E tenere aperti gli uffici è il compito minimo di un assessore. Che cosa rivendica? Di aver fatto lo straordinario? I dipendenti sono rimborsati per gli straordinari, se lei ha lavorato di più, facesse presente la questione al sindaco che ha voluto istituire la figura del consigliere aggiunto.
«E’ una avventura sua (di Viraj Prasanna, ndr), mi ha sempre detto che si sarebbe impegnato a imparare la lingua…».
A questo punto bisogna fare riferimento al secondo video che abbiamo pubblicato in esclusiva. Nella clip è possibile ascoltare l’assessore Sardu che afferma: i ragazzi (i due candidati, ndr) sono molto emozionati. Delle due l’una: o ha detto una bugia in quella circostanza, perché sapeva che Viraj non fosse a conoscenza delle condizioni minime di espressione della lingua italiana, e quindi lo ha coperto. Oppure sta dicendo una bugia ora. Sarebbe stato più corretto dire ai cronisti che i candidati avessero qualche problema di lingua, e chiedere di non articolare domande così complesse.

«Prendersela con Viraj è stato un modo strumentale per attaccare noi come amministrazione».
Viraj non è mai stato attaccato sul piano personale, anzi lui è stato sempre difeso dalla nostra testata e lo abbiamo scritto: è stato mandato allo sbaraglio. Attaccare politicamente una iniziativa strumentale (ed è una iniziativa strumentale) dell’amministrazione comunale, è compito dei giornalisti. Se non è abituata ad avere giornalisti che criticano, è un problema della Sardu.

Alessandra Sardu, assessore alla Trasparenza del Comune di Napoli

«Attenzione, il regolamento è chiaro: può entrare o parlare in aula solo chi è legittimamente eletto. Chiunque parli a suo nome non è Viraj. Non abbiamo mai pagato un interprete».
L’assessore Sardu chieda a Viraj perché rimandi a un interprete (e noi abbiamo i file audio delle registrazioni delle telefonate che comprovano ciò). Quando Viraj andrà in aula e non capirà alcunché di quello che viene detto, Sardu che cosa farà? Tra l’altro Viraj dovrà confrontarsi con argomenti molto tecnici, molto specifici, anche capziosi. Visto che in consiglio comunale si ha a che fare spesso con una politica dei cavilli.
«Noi siamo in prima fila per l’accoglienza…».
L’assessore Sardu lo dicesse ai responsabili delle case famiglie, che adesso stanno cominciando ad essere rimborsati dal Comune per denaro anticipato e fatturato tre anni fa.
«Io non ho la delega all’immigrazione, mi sono occupata dell’elezione perché ho il servizio elettorale».
Quindi proprio perché ha il servizio elettorale, aveva il dovere di tenere aperti gli uffici dalle 8 del mattino alle 9 di sera. La sua, Sardu, non è stata una concessione.
«Due anni fa non si era riusciti a svolgere le elezioni per gli immigrati: i requisiti erano troppo rigidi. Ora sì, ed è stato davvero un bel momento di democrazia».
E’ stato tutt’altro che un momento di democrazia. Hanno votato poco più di 700 persone su 25.000. E’ un flop. Un fallimento. Uno sfascio.

Luigi de Magistris e Viraj Prasanna

«Vanno valutate le implicazioni, magari poi non si candiderebbe più nessuno».   
Le implicazioni hanno a che fare con la conoscenza della nostra lingua da parte dei candidati. Facciamo riferimento ancora al secondo video che abbiamo pubblicato. E’ palese che lo sfidante di Viraj parli e comprenda l’italiano a un livello molto più che accettabile.
«Noi lo ribadisco, gli staremo vicini».

Come? Visto che Viraj non può avere l’interprete. Non può essere accompagnato in aula. Come è possibile stare vicino a una persona che è adulta e che ha necessità di lavorare per vivere, e per supportare la sua famiglia? Quando e quanto potrà studiare per imparare una lingua che non padroneggia? Si tratta, è bene sottolinearlo, di dover apprendere una lingua tecnica e politica.

Sullo stesso argomento: Il consigliere extracomunitario che non sa parlare italiano; Il consigliere extracomunitario ha detto tre parole in italiano: datemi l’ufficio; Un addetto stampa-interprete per il consigliere che non sa l’italiano; L’imbarazzo dell’assessore Sardu: è solo emozionato; Si sono ricordati del consigliere aggiunto sei anni dopo la delibera; Il consigliere extracomunitario a un passo dall’addio: pronte le dimissioni  

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