venerdì, Dicembre 3, 2021
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Il consigliere extracomunitario ha detto 3 parole in italiano: datemi l’ufficio

di Giancarlo Tommasone

Non sappiamo come abbia fatto a farsi capire, è certo però che ha già chiesto il suo ufficio a Via Verdi. La domanda per una stanza è stata formulata ieri mattina. Lui si chiama Viraj Prassana, 41enne originario dello Sri Lanka e da circa 48 ore è forse il consigliere comunale più popolare di Napoli. Grazie anche a un video (pubblicato da Stylo24) che testimonia come non sappia parlare in italiano, né riesca a comprenderlo. Durante la sua prima apparizione in Consiglio ha detto tre parole: buongiorno a tutti. A tanto si è ridotto il suo intervento, seguito alla presentazione da parte di Luigi de Magistris, che ha accolto il cittadino cingalese in Assise.

La maggior parte dei colleghi consiglieri è rimasta interdetta, tra questi anche il rappresentante dei pentastellati a Palazzo San Giacomo (ed ex candidato sindaco), Matteo Brambilla.
Consigliere, allora, che impressione le ha fatto Viraj Prassana?
«La cosa che, è proprio il caso di dirlo, mi ha lasciato senza parole, è rappresentata dal fatto che il consigliere aggiunto non riesca a parlare né a comprendere la nostra lingua. Avevo avuto qualche sentore già durante il Consiglio di lunedì, ma poi ieri guardando il vostro video, ho avuto la conferma. Tutto ciò – continua Brambilla – è assolutamente surreale, non sarebbe dovuto accadere. Non parlo del metodo della scelta, quanto del fatto che non si tratta della persona idonea a ricoprire quel ruolo. Qualcuno dell’Amministrazione avrebbe dovuto accorgersi di questa sua lacuna. Sia l’assessore Alessandra Sardu che il sindaco de Magistris, lo hanno incontrato. Non si sono accorti di ciò? Luigi de Magistris, all’atto di dargli il benvenuto in Consiglio, ha detto addirittura che ci ha parlato. Sono curioso di capire in che lingua abbiano comunicato».

Da sinistra Luigi Di Maio Matteo Brambilla e Roberto Fico
Da sinistra Luigi Di Maio Matteo Brambilla e Roberto Fico

Brambilla ci racconta del primo giorno del consigliere extracomunitario a Via Verdi: «E’ stato in aula circa un’ora, praticamente dopo aver salutato i consiglieri ha passato il tempo in silenzio, a ‘leggere’ il giornale, probabilmente non capendo nulla di quello che stava succedendo in Consiglio».
Leggeva un giornale dello Sri Lanka?
«No, Il Mattino, credo che stesse guardando le pagine sportive».

Luigi de Magistris e Viraj Prassana

Ah, ecco. E poi?
«Si è alzato e se ne è andato. Tanto è vero che abbiamo chiesto al sindaco di richiamarlo, ma è praticamente sparito». «Ieri mattina, invece, so che è passato per chiedere la stanza a Via Verdi, credo per allestirvi il suo ufficio. Comunque bisognerà aprire una riflessione seria su quanto si è verificato. A un consigliere si chiede di leggere e discutere le delibere, ma mi domando in che modo potrà farlo Prassana, si tratta di documenti tecnici, spesso difficili da comprendere anche per chi ci si raffronta con maggiore frequenza. Non voglio nemmeno immaginare quando si terrà la seduta notturna per l’approvazione del Bilancio. Non so che fine potrebbe fare. Il problema è che non ci sono le condizioni per interagire con i suoi colleghi. Stessa cosa vale per noi nei suoi confronti. Non parla la nostra lingua, non la capisce. Come si fa a comunicare?», si chiede Brambilla.

Alessandra Sardu, assessore alla Trasparenza del Comune di Napoli

Viraj Prassana non ha diritto di voto, ma ha quello di parola. E inoltre percepirà un gettone di presenza, a quanto ammonta?
«Credo che sia ammesso solo a partecipare al Consiglio – afferma il pentastellato – Per quanto riguarda il gettone siamo sui novanta euro lordi».
Di chi è la responsabilità maggiore per quanto si è verificato?
«Partiamo da un presupposto, anche io mi sono trasferito a Napoli da un’altra città e ho deciso di presentarmi alle elezioni solo quando ho sentito di poter essere parte integrante della realtà partenopea, dopo 10 anni passati qui. Si dice che Viraj Prassana viva in Italia da 20 anni, e abbiamo visto che non parla né intende la nostra lingua. In che modo può dirsi integrato? Delle due l’una: o non ha capito cosa stesse andando a fare, oppure non glielo hanno spiegato bene. Adesso però è diventato la vittima di questa situazione. L’assoluta mancanza di comprensione della lingua, ha fatto scappare più di una risata, ma è qualcosa di tragico. Il video che lo immortala biascicare parole, senza afferrarne minimamente il senso, lo porta a essere ridicolo, una macchietta, e certo non per colpa sua. In questa situazione lo hanno messo loro (l’Amministrazione, ndr). La clip rischia di diventare virale, c’è chi già lo accosta a un novello Cetto La Qualunque. Fatto sta che politicamente, hanno fatto uno scivolone, umanamente, invece hanno fatto una cattiveria, una porcata», conclude Brambilla.

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