di Giancarlo Tommasone

Il regolamento per l’elezione del consigliere extracomunitario aggiunto è stato approvato dal Comune di Napoli il 25 luglio del 2012 ed è stato modificato con delibera del consiglio comunale (numero 106) il 5 dicembre del 2017. Fatto sta che un’iniziativa lodevole e dall’altissima valenza democratica, come quella di dar voce, tramite un loro rappresentate, alle comunità di migranti presenti in città, viene attuata soltanto 6 anni dopo l’approvazione del regolamento.

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E guarda caso, proprio nel momento in cui, con l’avvento di Salvini al Governo, è cominciata a cambiare la politica sull’immigrazione, sfociando tra l’altro, nell’iniziativa della chiusura dei porti.

Andiamo però, con ordine, partiamo dalla primavera del 2016. Quando le consultazioni per il portavoce dei migranti si risolvono in un flop. Poiché non si presenta alcun candidato.

All’epoca i sindacati sottolinearono come l’iniziativa fosse stata mal pubblicizzata e soprattutto fosse stata avviata in ritardo. Per iscriversi alla tornata servivano 200 firme a sostegno della candidatura, da presentare entro fine aprile 2016. Le sigle e le stesse comunità di migranti – come denunciarono all’epoca i sindacati – vennero avvertiti circa la possibilità di poter iscriversi alla tornata, soltanto il 15 aprile del 2016.

Impossibile, dunque, riuscire a reperire 200 firme in quindici giorni.

Le elezioni, dunque, saltano. Non c’è possibilità di farle svolgere oltre, perché il regolamento del 2012 (ancora non modificato) su questo punto parla chiaro. All’articolo 3 è possibile leggere: «(…) l’elezione del consigliere aggiunto si tiene nella stessa data in cui si tengono le elezioni del Consiglio Comunale».

Doveva tenersi, dunque il 5 giugno 2016, quando si vota anche a Napoli. Poi il regolamento cambia.

A proporre la modifica, che verrà approvata (a maggioranza, voto contrario quello del consigliere Troncone) è l’assessore Alessandra Sardu, con una proposta, presentata e discussa in Consiglio il 5 dicembre del 2017. I correttivi sono sostanzialmente due: non c’è bisogno di aspettare la data delle elezioni per il rinnovo del consiglio comunale per svolgere quelle del consigliere aggiunto; per presentare la candidatura ci sarà bisogno di appena 100 (non più 200).

Inoltre, l’assessore Sardu sottolinea in particolare, che la prima elezione avverrà entro sei mesi dall’approvazione delle modifiche. Il via libera alle variazioni giunge con delibera numero 106 del consiglio comunale, quello stesso 5 dicembre del 2017. E così le consultazioni vengono presentate il 22 maggio scorso e si sono tenute domenica 15 luglio.

Un po’ di «coincidenze» spuntano proprio sulla tempistica.

A maggio è già certo da diverse settimane, che al Governo (che giurerà il primo giugno) vada Matteo Salvini, in virtù del successo elettorale e del patto stipulato tra Lega e M5S. Fino ad allora le politiche sull’immigrazione erano state gestite da un esecutivo di centrosinistra.

Luigi de Magistris e Viraj Prasanna

La situazione adesso cambia e pur di riaffermare la diversità di vedute e rilanciare la Napoli multietnica, democratica e dai porti aperti, l’Amministrazione targata de Magistris, si sarebbe affrettata a indire le elezioni per il consigliere comunale extracomunitario aggiunto. Anche questa volta l’organizzazione delle consultazioni è frettolosa.

Innanzitutto non viene adeguatamente pubblicizzata.

Nel regolamento è specificato che si provvederà ad avvisare in maniera idonea la cittadinanza, attraverso comunicati stampa, copertura mediatica, spazi creati ad hoc per l’affissione di manifesti elettorali. Niente di tutto ciò, l’avviso è alquanto in sordina. Tanto è vero che alla redazione di Stylo24 sono arrivate diverse segnalazioni da parte di cittadini extracomunitari (anche dello Sri Lanka) che si sono lamentati di non essere stati a conoscenza o di aver saputo in ritardo (e non certo per colpa propria) che il 15 luglio si sarebbero svolte le consultazioni. Che del resto hanno fatto registrare un’affluenza ridicola. Gli sfidanti erano due.

Alessandra Sardu, assessore alla Trasparenza del Comune di Napoli

A vincere le elezioni è stato Viraj Prasanna, 41enne cingalese, con appena 504 preferenze a fronte delle 230 raccolte da Rajib Sayed, 31enne del Bangladesh. Gli iscritti nelle liste elettorali erano circa 25mila. Ciò vuol dire che ha espresso il voto poco più del 2,5% degli aventi diritto.

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