Il consigliere aggiunto Viraj Prasanna, al San Paolo per assistere a Napoli-Perugia

Doveva migliorare l’integrazione nella città allo sfascio: dopo un anno e mezzo, è ancora senza ufficio

di Giancarlo Tommasone

Finalmente, dopo un anno e mezzo, siamo riusciti a capire perché sia stata istituita la figura del consigliere aggiunto, incarnata nello specifico, dal 42enne Viraj Prasanna (originario dello Sri Lanka). L’amministrazione guidata dal sindaco Luigi de Magistris dimostra di essere previdente e soprattutto preveggente, e allora ipotizzando che il Napoli avrebbe potuto affrontare delle difficoltà, ha pensato bene di trovargli un affezionato supporter in più. Eccolo Viraj, che, sciarpa azzurra al collo, affronta il freddo della Tribuna Autorità del San Paolo per sostenere l’undici partenopeo, chiamato all’impegno di Coppia Italia contro il Perugia (per la cronaca, il match di martedì è finito 2-0 per i partenopei, doppietta di Insigne). Da premettere che già in diverse occasioni, Stylo24 ha sottolineato l’impegno profuso dal consigliere Viraj, impegno che però non riesce a produrre alcunché. Fondamentalmente perché non è stato mai messo nelle condizioni di lavorare. Eppure il 42enne dimostra di aver fatto molti miglioramenti nel comprendere e nel parlare l’italiano (che all’inizio rappresentava uno scoglio difficilissimo da superare), e non solo.

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Cercherebbe, in tutti i modi di proporsi e di svolgere la sua opera. Per il momento però (e il momento dura da un anno e mezzo) Viraj non ha ancora una stanza a Via Verdi; e senza un ufficio, una scrivania, un angolo dove accogliere le persone che potrebbero eventualmente rivolgersi a lui, appare assai difficoltoso, se non impossibile, che possa onorare il suo mandato. Quello dello spazio assegnato è un diritto per i consiglieri comunali (anche Viraj lo è a tutti gli effetti, con la differenza che in Assise, non può votare), ma purtroppo, non si è mai riusciti a capire il perché non si trovi la stanza per il 42enne.

Il consigliere Viraj Prasanna con i suoi due bambini, in Tribuna Autorità al San Paolo (fonte profilo Facebook di Viraj Prasanna)

Dunque, non essendo riuscito ad accedere, già una volta, a quello che gli spetta, è stato fermo nel far valere un altro diritto: quello dei biglietti messi a disposizione dei consiglieri, per assistere alle gare del Napoli. «Sì – dice Viraj, raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione – ho chiesto ed ottenuto un biglietto per la partita degli azzurri». Un biglietto, uno solo, precisa, in Tribuna Autorità, però, insieme a lui c’erano i suoi due bambini, sciarpe e cappelli azzurri. E quando gli domandiamo della stanza, ci risponde: «Quella continuo a chiederla, ma ancora non sono riuscito ad ottenerla».

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dei porti aperti nega la stanza al portavoce dei migranti

Chiudiamo con una domanda, che abbiamo fatto già altre volte: è mai possibile che l’amministrazione che si dice dell’accoglienza, dei porti aperti, dell’integrazione, non riesca a trovare una spazio, non riesca a fornire i mezzi, per far lavorare il consigliere aggiunto? La figura è stata istituita (l’hanno detto i vertici arancioni, non certo noi) per creare l’interfaccia con la comunità migrante, per raccogliere le istanze di detta comunità e dare ad essa voce. Viraj, in Assemblea, non ha diritto al voto, ma ha quello alla parola, agli interventi. E sicuramente, ha il diritto di tifare. Nonostante, ultimamente i supporter azzurri facciano non poca fatica a esprimere la propria passione. In effetti, per Palazzo San Giacomo, risulta assai più semplice assicurare al consigliere un «pass» per il San Paolo, sorta di contentino, che un ufficio a Via Verdi.