Il laboratorio occupato Insurgencia, nei riquadri Raniero Madonna e Laura Bismuto

L’idea di farne un centro giovanile comunale o il drappello della polizia locale

di Giancarlo Tommasone

Non ci va giù tanto per il sottile, la consigliera comunale di Napoli, Laura Bismuto, che come anticipato da Stylo24, poco più di una settimana fa, ha lasciato deMa per passare al gruppo misto. Il suo è un vero e proprio attacco frontale al centro sociale Insurgencia, che occupa uno spazio, sottratto alla collettività, in Via Vecchia San Rocco. Il post è stato pubblicato questa mattina, sulla pagina Facebook della consigliera, e parte con un titolo che non lascia spazio ad equivoci, «Rubrica – Me lo vedo e me lo piango», sottotitolo: «Uno spazio al giorno».

Il post al vetriolo

«Tutti i giorni – scrive Bismuto – passo davanti a questa struttura. Passo, me la vedo e me la piango. Via Vecchia San Rocco. Tra il borgo di Capodimonte, i Colli Aminei e il quartiere Frullone. Un intero stabile di proprietà comunale, inutilizzato, di fatto sottratto alla collettività. Dal 2006 ci sono circa 250.000 euro di fondi pubblici stanziati per la ristrutturazione, con gara aggiudicata. Lavori mai partiti perché occupato».

Quando la lotta…
per la poltrona, paga
Tutte le donne e gli uomini
sistemati dal centro…
per l’impiego
Insurgencia

E poi la stoccata al laboratorio politico (o sedicente tale), che non dimentichiamolo, a Napoli esprime, tra l’altro, un assessore, Eleonora De Majo, il capo di Gabinetto di Città Metropolitana, Pietro Rinaldi, il presidente della III Municipalità, Ivo Poggiani, l’assessorino dello stesso parlamentino guidato da Poggiani, Egidio Giordano (compagno di De Majo). Scrive, infatti, Bismuto: «A differenza di tante altre esperienze di luoghi “liberati” che sono diventati una risorsa importante sui territori e per la città, tanto da essere stati riconosciuti attraverso delibera comunale “beni comuni”, questa esperienza in 9 anni non ha restituito nulla al territorio in termini sociali, né ha risposto a bisogni primari riconosciuti come diritti fondamentali dalla nostra Costituzione. E non è una provocazione o un attacco strumentale, ma solo una riflessione coerente ad un percorso che ha come priorità la cura dei bisogni della collettività, che vuole ricostruire una comunità, che rimette al centro la vita sociale dei territori e rende protagonisti i suoi abitanti». Alla fine del post, la consigliera comunale, propone perfino un sondaggio e chiede ai cittadini: voi cosa ci fareste (al posto del centro sociale di Insurgencia, ndr)? Di cosa ha bisogno il territorio? Due le proposte: un centro giovanile comunale, la sede della polizia locale. Di recente, Bismuto si è già scontrata con quelli di Via Nuova San Rocco, in seguito alla polemica innescata dalle interviste della consigliera pubblicate da organi di stampa, interviste in cui spiegava pure che il suo addio a deMa, era stato provocato anche dal fatto che il movimento arancione fosse stato «inquinato» da Insurgencia.

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Questa volta, il primo a rispondere all’attacco di Bismuto è Raniero Madonna, attivista del laboratorio occupato, che scrive: «Singolare che inizi a “piangersi” proprio insurgencia per primo ma evidentemente è proprio un suo pallino consigliera, o forse banalmente si tratta del solito attacco strumentale (…)Basterebbe semplicemente non attaccare chi invece da 16 anni lavora alacremente sacrificando e rischiando sul piano personale e giudiziario. Dato che siamo in tema di sondaggi, proporrei anche di farne uno per capire quanti ragazzi hanno attraversato uno dei centri giovanili della città di suo piacimento e quanti il centro sociale Insurgencia». Ma la consigliera ribatte: «Raniero Madonna, ma tu 16 anni fa, quando forse si faceva qualcosa, dov’eri? In costiera? Cmq ok, contiamoli! Però, contiamo anche quanti se ne sono scappati?».