lunedì, Dicembre 5, 2022
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Maxi-appalto Soresa, anche Confindustria chiese la revisione del bando

Tra i tanti motivi di reclamo e di doglianza, attorno alla gara per la fornitura quinquennale di protesi ortopediche e cemento alle Asl campane bandita dalla Soresa, c’è anche quello di «Assobiomedica-Confindustria». Che, in data 31 luglio 2015, scrive all’allora direttore generale della società regionale Renato Di Donna, e al direttore operativo Donato Cavallo per «portare in attenzione alcune criticità».

Giovanni Porcelli, presidente Soresa
Giovanni Porcelli, presidente Soresa

In particolare, «Assobiomedica-Confindustria» sottolinea che le aziende associate lamentano l’«accorpamento nei vari lotti di materiali con caratteristiche disomogenee», in palese «violazione della ratio normativa sottesa alle esigenze di suddivisione di una gara in singoli lotti funzionali». Ratio che è appunto «quella di accorpare prodotti e/o servizi di natura omogenea con caratteristiche similari e non eterogenee tra loro», soprattutto al fine di «consentire la partecipazione alla procedura di gara del maggior numero di imprese del settore».

Il ramo di «Confindustria», a cui sono associate aziende sanitarie e farmaceutiche, richiama il principio della cosiddetta «appropriatezza clinica» e quello della «libera concorrenza» che, leggendo la missiva, risulterebbe violato.
Inoltre, è sempre «Assobiomedica-Confindustria» a scriverlo, «molteplici incongruenze ci vengono segnalate tra il capitolato tecnico e la scheda dei requisiti a punteggio, che non consente un confronto congruo tra prodotti omogenei, a garanzia della appropriatezza tecnica invece necessaria». Donde l’invito, «anche al fine di evitare inutili contenziosi, avvalendovi del potere di autotutela, a eliminare le “criticità” con gli strumenti che riterrete più opportuni». Richiesta rimasta inesaudita.

(7-continua)

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