Il momento che vive il nostro Paese sta tutto nel titolo dell’importante studio condotto da ‘Confesercenti – CER’: “L’Italia che non cresce”. Un focus sulla spesa delle famiglie e sull’aumento dell’IVA che sottolinea come il mercato interno italiano abbia perso circa 60 miliardi di euro di spesa negli ultimi otto anni, portando a un consumo nettamente inferiore nella spesa media annuale dei nuclei familiari. Più nel dettaglio, in Campania, in 8 anni si sono persi 43,5 milioni di euro. E persino il previsto incremento previsto per il 2020 sembra assolutamente effimero, per usare un eufemismo, messo di fronte all’aumento dell’IVA.

Proprio Confesercenti Campania ha analizzato i dati relativi alla regione, sottolineando come dal 2011 a oggi ci sia stato un calo di consumi pari a 5,5 milioni l’anno da parte delle 2,1 milioni famiglie esistenti. Per quanto riguarda Napoli e provincia, invece, sono stati spesi 23,8 milioni di euro in meno dalle 1,2 milioni di famiglie.

“Il dato è molto preoccupante – ha commentato il presidente di Confesercenti Interregionale (Campania e Molise) Vincenzo Schiavose si somma al dato che dei 153 negozi che in Italia chiudono ogni giorno dal 2011 ad oggi, circa 7 sono relativi alla nostra regione. Immaginando che siano tutte piccole imprese, dove lavorano almeno il titolare e altre due persone, parliamo di 21 cittadini che si ritrovano al giorno per strada, ovvero 7665 in un anno. Un esercito di silenziosi disoccupati che va a finire nel nulla. Migliaia di imprenditori e dipendenti che perdono la dignità del lavoro e sono disoccupati silenziosi, non sono quelli che si incatenano ai cancelli o che vanno in strada a protestare. E così, mentre assistiamo alla kermesse della politica che si lancia in prospettiva di crescita che non si vedono, noi di Confesercenti analizziamo questi che sono dati veri. La verità è che dal 2011 ad oggi l’Italia, e quindi anche la Campania, è più povera”.

 

“La riflessione che dobbiamo fare – ha concluso Schiavo – è che la politica deve interessarsi quanto prima a questo tsunami che arriva sulle spalle delle persone serie, di imprenditori che vivono come un fallimento personale oltre che professionale la chiusura di un negozio. Sono persone che sono diventate povere dall’oggi al domani. La politica nazionale e quella locale, senza distinzione di colori, è necessario che si avvicini a queste realtà per dare economia al nostro territorio. La Campania ha troppe persone povere, bisogna aiutare queste famiglie. Il reddito di cittadinanza porterà un poco di respiro, ma dobbiamo consentire alle famiglie di poter spendere di più e per farlo bisogna abbassare i costi, ovvero le accise regionali, comunali e nazionali. Dobbiamo arrivare al punto che le famiglie campane, avendo disponibilità in tasca di 100 euro, devono poter contare su un 70% di spesa, come accade in tutti i paesi civili, e non pensare che il 50% va allo Stato per la pressione fiscale”.