Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania
Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania

Nel week-end si concentra il 50% del fatturato

“In Campania le 31mila attivita’ del settore della ristorazione sono a rischio fallimento. Se la nostra regione dovesse essere confermata “zona arancione” sara’ una catastrofe: saranno pochissime le attivita’ che riusciranno a sopravvivere con il delivery. Forse qualche pizzeria ben organizzata o al massimo qualche pub dei centri citta’. La maggior parte dei ristoranti, ad esempio, chiudera’ del tutto, rischiando seriamente di non riaprire mai piu'”. Cosi’ il presidente di Confesercenti Campania, Vincenzo Schiavo, nel commentare le misure presenti nell’ultimo Dpcm.

“Confesercenti – spiega – e’ da tempo che ha lanciato l’allarme sostenendo che se il lockdown bis, ovemai si fosse reso proprio indispensabile, bisognava farlo con criterio, annullando tutte le tasse e mettendo immediatamente risorse a disposizione degli imprenditori per farli restare a casa. Invochiamo da mesi un “anno bianco” per le aziende a cui viene imposta la chiusura: niente tasse per dodici mesi almeno, misura questa indispensabile per la sopravvivenza delle attivita'”.

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Confesercenti Campania, inoltre, si unisce all’associazione nazionale nel condannare la scelta del governo di chiudere nel weekend mercati e negozi nei centri commerciali. “Nelle aree mercatali c’e’ spazio a sufficienza per evitare assembramenti – prosegue Schiavo – Intollerabile che proprio nel week-end, allorquando si concentra il 50% del fatturato, venga impedito di svolgere l’attivita’. Cosi’ facendo si continua a far pesare sulle spalle dei piu’ deboli i tentativi di limitazione del contagio”.

Si tratta, secondo Confesercenti, di un provvedimento punitivo “perche’ queste attivita’ sono di fatto le uniche a subire limitazioni. Se il problema e’ il rischio di assembramento, qualcuno spieghi perche’ altre attivita’ di distribuzione commerciale al di fuori dei centri commerciali, anche quelle di grandissime dimensioni che registrano migliaia di clienti ogni giorno, sono considerate sicure, mentre i banchi extralimentari dei mercati all’aperto ed i negozi dentro le gallerie sono, invece, ritenuti pericolosi. Si tratta di una grave e inaccettabile distorsione della concorrenza. Sono disposizioni al di fuori di ogni logica, che vanno corrette al piu’ presto. In caso contrario, Confesercenti Nazionale sara’ costretta a ricorrere al Tar per evitare questa grave ingiustizia”.