L’omicidio di Agostino Di Fiore avvenne all’esterno della discoteca Riva poco dopo una rissa tra due gruppi di giovani

Arriva l’esito del secondo grado di giudizio, per il processo imbastito in seguito all’omicidio consumato all’esterno di una discoteca di Coroglio. E per quello che è considerato dall’accusa, l’ispiratore del delitto, Francesco Esposito (alias ’o chiatto), viene confermata la condanna a 30 anni di reclusione, rimediata in primo grado. Il delitto di Agostino Di Fiore, giovane secondiglianese, si consumò all’alba dell’undici giugno del 2018, a pochi passi dalla discoteca Riva, dopo una rissa, scoppiata tra due gruppi di persone. Esposito (del Pallonetto di Santa Lucia) ebbe la peggio, ma secondo l’accusa, chiamò immediatamente Michele Elia (appartenente all’omonima famiglia malavitosa), suo amico, all’epoca minorenne, per chiedergli di intervenire. Fu quest’ultimo – è stato ricostruito – a fare materialmente fuoco; Elia sta scontando una condanna a 18 anni di reclusione per i fatti di Coroglio. La notizia della conferma della condanna di primo grado per Francesco Esposito, è stata riportata dal quotidiano Il Roma.

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