lunedì, Novembre 29, 2021
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Condannato ma ammalato: dopo i domiciliari, il boss Petrone trasferito in clinica per la riabilitazione

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Il ras del rione Traiano dovrà affrontare un delicato percorso di riabilitazione neurologica. Procura e Tribunale non abbassano però la guardia

di Luigi Nicolosi

Il boss malato può iniziare il proprio percorso di recupero. Francesco Petrone “”o nano”, l’ultimo padrino del rione Traiano, dopo la clamorosa scarcerazione ottenuta a maggio per gravi problemi di salute e il successivo ricovero in ospedale, da ieri mattina si trova in una clinica specializzata di Napoli dove affronterà una delicata riabilitazione neurologica. Il ras, reduce dalla recentissima condanna a 19 anni di reclusione in appello per camorra e narcotraffico, resta però sotto la lente di ingrandimento della Procura e del Tribunale: un perito sarà infatti chiamato a valutarne periodicamente le condizioni di salute. Tradotto: non è per nulla scontato che Petrone non rimetta piede a Poggioreale in un futuro più o meno prossimo.

L’odissea di Francesco Petrone, anticipata nelle scorse settimane dal quotidiano “Roma”, è ormai nota. Dal 2014 alle prese con le pesantissime conseguenze di un incidente stradale, pochi mesi fa “’o nano” è stato colpito da un’emorragia cerebrale mentre si trovava detenuto nel carcere di Poggioreale. Trasferito d’urgenza al Cto e in seguito al Cardarelli, dov’è rimasto fino a ieri mattina, il ras ha nel frattempo ottenuto il beneficio degli arresti domiciliari per potersi curare. Petrone, che adesso si trova in una clinica della periferia flegrea, dovrà affrontare un percorso di riabilitazione neurologica i cui esiti saranno tutt’altro che scontati e, soprattutto, difficilmente tangibili già nel breve periodo. Stando a quanto emerso nelle scorse settimane, Petrone ha infatti riportato, in conseguenza della grave emorragia cerebrale, una semiparalisi che ne avrebbe compromesso la funzionalità degli arti. Sul punto, il tribunale di Napoli non ha però alcuna intenzione di abbassare la guardia, motivo per il quale è stato nominato un perito di parte che periodicamente dovrà valutare il quadro clinico del 43enne di via Tertulliano e accertarne l’eventuale compatibilità con la detenzione in carcere.

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