Intanto da Torino arriva l’appoggio del centro sociale Akatasuna


Sono stati processati per direttissima e condannati i due 32enni, con precedenti per reati di droga, arrestati dalla Digos con l’accusa di violenze, danneggiamenti e resistenza durante gli scontri di ieri sera a Napoli. Per uno dei due la condanna è stata a un anno e 8 mesi; per il secondo, un anno e due mesi con pena sospesa. 

Intanto gli scontri restano tema di dibattito. Sostegno alla causa dei manifestanti è arrivato anche dal centro sociale Askatasuna, di Torino, con un testo pubblicato sul sito di riferimento dell’autonomia, infoaut.org.

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“Napoli, una rivolta per non morire; a Napoli – è quanto scritto – si è rotta l’ipocrisia dietro cui si nasconde l’incapacità di chi ci governa, il fallimento di questo modello economico di fronte al virus, la violenza che per mesi chi è stato lasciato indietro ha dovuto subire”. Quanto alla questione Covid, nel testo si legge che “è il momento di tornare ad affermare che la salute è un fatto sociale complessivo e che la ribellione è il sintomo che qualcosa deve cambiare”. 

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