sabato, Novembre 26, 2022
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Condannata per lavoro nero la ditta della famiglia Di Maio

La Corte d’Appello di Napoli ha ribaltato la sentenza di primo grado: l’azienda dovrà pagare circa 15mila euro all’operaio

I guai per il ministro Luigi Di Maio arrivano a grappoli, proprio come l’uva. La ditta edile di famiglia, la Ardima Costruzioni, è stata condannata dalla Corte d’Appello di Napoli a risarcire un operaio di Marigliano che aveva portato in giudizio l’azienda accusandola di averlo fatto lavorare full time nonostante avesse stipulato un contratto part-time.

In primo grado, riporta un articolo di Loredana Lerose per Cronache di Napoli, l’azienda aveva avuto la meglio e il giudice aveva respinto l’istanza dell’ex dipendente ma la terza sezione controversie di Lavoro e di Previdenza ed Assistenza della Corte d’Appello di Napoli ha ribaltato il giudizio. La società della famiglia di Di Maio, quindi, è stata condannata a pagare circa 15mila euro e una percentuale sulle spese legali. Secondo la sentenza il comportamento della Ardima è stato «illegittimo, ingiusto, infondato ed inammissibile» visto che da contratto la giornata lavorativa sarebbe dovuta durare 4 ore al giorno ma in realtà ne durava non meno di 10 e con appena 30 minuti di concessione per la consumazione di pasti a sacco.

In una nota del 2015 l’Ardima aveva affermato di aver retribuito l’operaio con una paga commisurata alle ore di lavoro «erogata per metà in busta paga e l’altra metà in contanti». Una parziale ammissione di colpa dell’azienda. Inoltre alcuni testimoni hanno confermato che l’uomo era impiegato a tempo pieno durante i tre anni di lavoro nella ditta dei Di Maio. Secondo la Corte d’Appello, il giudice di primo grado non avrebbe considerato la circostanza di un impiego full time nonostante un contratto part time.

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