Ha ordinato il Tar, nell’ordinanza con cui ha accolto la richiesta dei vigili esclusi dalla promozione di massa a maggiore, che il Comune dovrà esibire le carte che dimostrano la corretta esecuzione dei procedimenti amministrativi, contestati invece dai ricorrenti, e soprattutto dovrà depositare in giudizio «il provvedimento di approvazione della graduatoria finale». Che è poi il vero e proprio motivo di scontro che ha portato, nei mesi scorsi, a una guerra di denunce e controdenunce tra un gruppetto di agenti della polizia municipale, che lamentano un trattamento ingiusto a favore dei loro colleghi, e il comandante Ciro Esposito e l’assessora Alessandra Clemente. I primi accusano i secondi di falso, Esposito accusa loro invece di calunnia.

Luigi de Magistris, sindaco di Napoli
Luigi de Magistris, sindaco di Napoli

Dunque, entro trenta giorni l’Amministrazione comunale dovrà dimostrare di avere tutte le carte in regola. C’è però un mistero attorno alla graduatoria. Sembra che non sia più reperibile. Rispondendo a una richiesta di accesso agli atti risalente al novembre 2016, il comandante Ciro Esposito dichiarava, con tanto di firma, infatti che «agli atti di questo Comando, causa trasloco subito dalla Unità operativa presso cui erano depositati gli atti custoditi dal Segretario della commissione del concorso dott. M. Trenta – anch’egli trasferito ad altra direzione – non risultano più reperibili i documenti da ella richiesti».
Dunque, che cosa esibirà il Comune di Napoli in giudizio? Possibile che i documenti di un concorso interno, nell’Amministrazione della terza città d’Italia, possano andare perduti così, durante un trasloco come se fossero i manuali d’istruzioni del frigorifero?

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«Auspico davvero che il sindaco Luigi de Magistris accetti l’invito di Valeria Valente a ritirare la delibera della promozione dei maggiori – ha commentato Salvatore Guerriero, rappresentante Rsu ed ex segretario dello Snavu, sindacato dei vigili urbani – perché è ormai chiaro a tutti che, attorno al concorso, è stata fatta solo una grandissima confusione. Una confusione che però non può danneggiare alcuni e favorire altri. Non ci sono strade per sanare questa vicenda, bisogna solo azzerare tutto per non danneggiare ulteriormente il Corpo e l’immagine dell’intera Amministrazione che, purtroppo però, già sono assai compromessi».

Salvatore Guerriero, ex segretario dello Snavu

«Come ha suggerito il presidente della commissione Trasparenza, Mimmo Palmieri, e come pure si era impegnata a sostenere l’assessore Clemente in audizione qualche tempo fa, è giusto che si lavori al regolamento sui trasferimenti e le sanzioni della polizia municipale che, da troppo tempo, soffre di una crisi di identità di cui il concorso a maggiore è solo la punta dell’iceberg. Non c’è una mano ferma a guidarla, non c’è leadership – prosegue Guerriero –. La polizia municipale può funzionare, in una città come Napoli, se a comandarla è un solo centro decisionale. Oggi sembra che i centri decisionali si siano moltiplicati e che si facciano guerra tra di loro. Addirittura, ma io non lo credo, mi riferiscono che le collaboratrici di alcuni funzionari abbiano voce in capitolo. Se fosse vero, sarebbe gravissimo».

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