Maxiconcorso della Regione Campania, una giornata da dimenticare, secondo la denuncia di molti partecipanti. «E’ stato un sequestro di persona. Siamo stati per 5 ore sequestrati nell’aula senza poter uscire, andare in bagno, bere o telefonare». Questa la reazione di una delle candidate al maxiconcorso della Regione Campania, gestito dal Formez, che è iniziato oggi alla Mostra d’Oltremare di Napoli con ore di ritardo a causa di un guasto alle stampanti per copiare i test sorteggiati stamattina. «Una pagliacciata – sbotta all’uscita un candidato di 40 anni – E’ stato organizzato tutto malissimo e non ripongo speranza. L’attesa è stata troppa, dalle 8 del mattino abbiamo iniziato alle 12.40».

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Un ritardo che ha provocato
anche l’ira dei parenti

Erano nei viali della Mostra d’Oltremare ad attendere figli o consorti e fidanzati: «E’ uno schifo – esclama una donna – mio nipote è diabetico e dalle 8 di stamattina non ha potuto fare l’insulina. Non mi hanno fatto entrare per andare ad assistere mio nipote». All’uscita dai padiglioni i candidati valutano anche le loro chance di passare nella corsa ai 2.175 posti messi a concorso: «E’ stato il mio primo concorso pubblico – dice una ragazza di 20 anni – non è stato difficile, ma avrei dovuto studiare più diritto amministrativo». «Sono entrata alle 8.30 circa ma ero arrivata poco dopo le sette, da Caserta. A mezzogiorno ero al limite, non ce la facevo più e sono uscita».

Francesca, 20 anni, un lavoro precario in pizzeria, ha lasciato la sala del concorso della Regione Campania dopo diverse ore di attesa a causa dei problemi tecnici delle stampanti che hanno tardato nella produzione delle copie dei test per i candidati. «Nei padiglioni – racconta Francesca – abbiamo protestato, si scaldavano gli animi visto che eravamo da tanto tempo lì, seduti, con limitate possibilità di andare in bagno, ci sentivamo costretti. Abbiamo chiesto spiegazioni ma temporeggiavano senza dare spiegazioni del ritardo. Sono dispiaciuta per come è finita, io come tanti miei coetanei ci siamo iscritti al concorso per crearci un minimo di futuro visto che la situazione del lavoro è difficile. Noi cerchiamo delle alternative per crearci un futuro, avevo una possibilità che purtroppo adesso è andata persa».

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Dal padiglione 3 esce anche Maria, 22 anni, napoletana: «C’è stata – racconta – una disorganizzazione totale. Vedevamo che quelli della commissione si sono passati fogli, hanno chiuso i plichi, poi hanno stampato fogli, ma ancora non hanno consegnato i test. Siamo dalle 8.30 seduti senza poter andare in bagno, senza poter fare niente. Ci dicevano sempre, iniziamo tra dieci minuti ma alla fine me ne sono andata. Sono arrivata qui sperando di trovare un lavoro e non ho trovato neanche il concorso».

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