Il Consiglio di Stato conferma la sanzione all’armatore napoletano che sarà però riveduta al ribasso. La guerra con Grimaldi

di Fabrizio Geremicca

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Vincenzo Onorato ha posto in essere un abuso di posizione dominante attraverso una strategia tesa all’esclusione dei concorrenti, attuali e potenziali, nei mercati rilevanti, «intenzionalmente realizzata tramite un’azione di boicottaggio diretto e indiretto nei confronti delle imprese di logistica che si erano rivolte ai concorrenti, per scoraggiarle dall’avvalersi dei loro servizi di trasporto marittimo». La sanzione da 29 milioni di euro che gli era stata per questo inflitta dall’Autorità Garante della Concorrenza, però, va rideterminata al ribasso. È il contenuto della sentenza del Consiglio di Stato che, pronunciandosi sul ricorso dell’armatore partenopeo, finalizzato all’annullamento del provvedimento dell’Autorità, e sul ricorso dell’Autorità, che puntava alla conferma integrale dell’ammontare della sanzione, ha posto fine ad una vicenda piuttosto intricata.

L’armatore Vincenzo Onorato

Una battaglia tra armatori a colpi di carte da bollo che ha coinvolto anche Grimaldi, il gruppo Grendi, Trans Isole e Nuova Logistica Lucianu. Comincia il 6 aprile 2016 quando l’Autorità, in seguito ad alcune denunce e segnalazioni trasmesse dalle società Trans Isole Srl. e Nuova Logistica Lucianu Srl (due società attive nel mercato della logistica) nonché dalla compagnia di navigazione marittima Grimaldi Euromed Spa, avvia un procedimento istruttorio nei confronti delle società Moby, Compagnia italiana di navigazione (Cin) e Onorato Armatori Spa, quest’ultima poi fusa per incorporazione in Moby, tutte riconducibili ad Onorato, per accertare eventuali violazioni dell’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Il proprietario di Moby e Cin – è l’accusa – avrebbe frapposto ostacoli all’operatività dei concorrenti interessati ad operare nell’offerta di servizi di trasporto marittimo di merci da e per la Sardegna. In particolare, si contesta ad Onorato l’ingiustificato rifiuto ad accettare prenotazioni e ad imbarcare automezzi, il recesso unilaterale dagli accordi commerciali ed il peggioramento delle condizioni economiche e commerciali applicate fino ad allora, «che risultavano opposti nei confronti delle società di logistica che avevano trasferito una parte delle proprie merci sulle navi di Grimaldi». Tutto ciò «al fine di dissuadere tutte le società di logistica operanti sul mercato sardo dall’utilizzare i servizi di tale compagnia ed ostacolarne la permanenza nel mercato».

Manuel Grimaldi

A conclusione del procedimento l’Autorità irroga una sanzione amministrativa pecuniaria a carico delle società di Onorato – Moby e Cin – di 29.202.673 euro. L’armatore, assistito da uno stuolo di agguerritissimi legali, presenta ricorso al Tar Lazio che nel 2019 lo accoglie parzialmente. Annulla il provvedimento impugnato nella parte in cui aveva calcolato e definito la sanzione e chiede all’Autorità di ricalcolarla al fine di quantificare “motivatamente, in concreto e in diminuzione, (…) la percentuale del 9% delle vendite individuata dall’Autorità per la definizione dell’importo base». Sia Moby e Cin, sia l’Autorità ricorrono al Consiglio di Stato. Il quale, però, ha adesso confermato la decisione dei giudici amministrativi di primo grado. Onorato, dunque, dovrà pagare, ma con lo sconto rispetto ai 29 milioni stabiliti tre anni fa dal Garante.

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