L’Autorità ha bocciato la delibera della Giunta isolana sulle spiagge: non rispetta i principi di concorrenza ed evidenza pubblica negli affidamenti.

L’Antitrust ha bocciato la soluzione palesata dal Comune di Capri sulla vicenda delle concessioni balneari, sottolineando come anche questa si ponga contro il rispetto delle norme europee sulla concorrenza. La vicenda è iniziata lo scorso mese di gennaio, quando l’Autorità aveva acceso i riflettori sulla decisione della Giunta isolana di “prorogare” le concessioni, di fatto saltando la procedura del bando di gara, con una delibera ritenuta “in contrasto con il diritto eurounitario, in particolare con gli artt. 49 e 56 del TFUE e con i principi di concorrenza ed evidenza pubblica negli affidamenti”.

Dopo i 60 giorni concessi al Comune, la suddetta soluzione, che, però, non risolve il problema: l’Autorità ha, infatti, sottolineato positivamente l’avvio della procedura competitiva con cui il Comune di Capri ha deciso di affidare le concessioni balneari, ma ha bocciato una sorta di rinnovo “automatico” previsto pari a ulteriori dieci anni rispetto ai cinque previsti. Una corsia preferenziale che, in ogni caso, andrebbe contro i principi di concorrenza, portando, per l’Antitrust, a “una chiusura del mercato alla concorrenza per un lungo periodo, pari a ulteriori dieci anni rispetto ai cinque previsti, impedendo di cogliere i benefici derivanti dal periodico affidamento mediante procedure competitive delle concessioni balneari – si legge nel parere dell’Autorità – . È, quindi, necessario che codesto Comune proceda, allo scadere del quinquennio, ad indire una nuova procedura competitiva”. Adesso il Comune di Capri ha 45 giorni di tempo per comunicare “le determinazioni assunte con riguardo a quanto sopra evidenziato”.

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