Pagamenti senza verifiche e in maniera forfettizzata, ha stabilito la Corte dei Conti della Campania

Diciotto milioni di euro versati dalle Asl della Campania a cliniche private per le convenzioni stipulate per fronteggiare la pandemia. Accordi senza «la necessaria previa verifica degli interventi di cura Covid effettivamente svolti» e stabilisce pagamenti «in maniera del tutto forfettizzata e senza prevedere l’obbligo della rendicontazione delle attività svolte». Questo quanto dice il procuratore regionale della Campania della Corte dei Conti, Maurizio Stanco.

Su questo c’è una indagine della magistratura contabile. Le indagini sono state delegate al nucleo di polizia economico finanziaria della Guardia di Finanza, che ha calcolato, per ciascuna Asl la somma illecitamente corrisposta.

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«La Procura campana ha vissuto un periodo di criticità operativa per l’ampio ricambio del personale di magistratura, essendosi trasferiti ad altri uffici colleghi da anni svolgenti le funzioni requirenti. A questi ricambi si è aggiunto anche quello del procuratore regionale. Questi rilevanti avvicendamenti hanno sensibilmente alterato il regolare andamento dell’Ufficio, determinando una situazione di stasi dell’attività inquirente. In questo negativo scenario – dice il procuratore regionale – si è aggiunta l’emergenza epidemiologica, che ha di per sé provocato un generale e significativo rallentamento delle attività d’indagine e di definizione dei fascicoli istruttori, anche in considerazione della sospensione dei termini previsti dalla relativa normativa d’urgenza».

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