Palazzo San Giacomo

Il sostituto di Auricchio, di fatto è equiparato ad un dirigente, ma il suo sarà un ruolo svuotato nelle funzioni.

Era il 3 marzo quando l’allora capo di Gabinetto del Comune, nonché direttore generale, Attilio Auricchio veniva dimissionato dal sindaco de Magistris. Una frattura insanabile con giggino, del quale è stato fedele soldato al Comune per nove anni, senza contare i 15 anni precedenti, alcuni dei quali trascorsi insieme per “le famose” indagini in Calabria. Quello stesso giorno il sindaco inviò, con Auricchio ancora nel palazzo, un comunicato stampa con il quale chiuse 20 anni e più di amicizia così: «Il direttore generale e Capo di Gabinetto Attilio Auricchio lascia gli incarichi al Comune di Napoli per motivi familiari».

Alla fine si è capito come alla base dello strappo con il colonnello dell’Arma dei Carabinieri, che tra una settimana riprenderà servizio a Roma, non ci fossero motivi familiari ma ben altro. Il sindaco dichiarò di aver affidato al segretario generale Patrizia Magnoni l’interim da direttore generale e avviato le procedure per nominare Ernesto Pollice, dello staff del vice sindaco Panini, nuovo Capo di Gabinetto.

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Le procedure sono state avviate e alla fine Pollice sarà seduto al posto di Auricchio. C’è però una differenza tra i due, che Pollice di fatto è equiparato ad un dirigente, ma resta staffista, mentre Auricchio era a tutti gli effetti considerato dirigente dell’ente, ricoprendo una casella apicale di Palazzo San Giacomo. Prenderà qualche soldo in più all’anno, ma non più di tanto, e cosa più importate per il capo di Gabinetto della terza città d’Italia non avrà diritto di firma, tantomeno potere gestionale. In sostanza un capo di Gabinetto-non capo di Gabinetto.

Pollice, che da molti è considerato l’assessore al Bilancio ombra, rivestirà di fatto un ruolo svuotato nelle sue funzioni. In fondo quello di capo di Gabinetto è ruolo politico e amministrativo fondamentale per qualsiasi amministrazione pubblica, che però, lo staffista di Panini, non potrà di fatto ricoprire fino in fondo. Allora viene da chiedersi perché modificare regolamenti comunali, equiparare ruoli di staff a quelli di dirigenti, se poi alla fine Pollice potrà gestire poco o nulla rispetto ad Auricchio?