giovedì, Febbraio 2, 2023
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I servizi gratis della web-tv e l’informazione sempre più povera

di Giancarlo Tommasone

Ma è la web-tv del Comune di Napoli oppure un centro di post-produzione di servizi giornalistici, da diffondere gratuitamente, con gravi ripercussioni economiche per i professionisti di un settore, che vive da tempo, una profonda crisi? Propendiamo maggiormente per la seconda ipotesi. La prova a sostegno del nostro ragionamento sta nell’analisi dell’attività del canale di informazione video di Palazzo San Giacomo.

I danni procurati
da TeleKabul arancione

Ci siamo abbondantemente occupati dei contenuti diffusi da quella che abbiamo ribattezzato TeleKabul arancione, questa volta affronteremo il discorso dal punto di vista dei danni che la web-tv sta arrecando al settore giornalistico e all’informazione, in generale. Innanzitutto i servizi che vengono prodotti non presentano alcun approfondimento critico, né riportano un minimo di contraddittorio. Si tratta di una sorta di comunicati stampa in video, prodotti dal «MinCulPop» (Ministero della cultura popolare di fascista memoria) di Palazzo San Giacomo. Non essendoci la voce della controparte, nel caso dell’opposizione, che pure dovrebbe essere prevista quando si affrontano temi di natura comunale, si diffonde una informazione praticamente appiattita, alle sole posizioni e dichiarazioni del sindaco.

Appiattimento
dell’informazione
e servizi video
«regalati»
alle testate
giornalistiche

Non vi è traccia di una, che sia una, domanda fatta a Luigi de Magistris (si affrontino o meno argomenti napoletani), funzionale ad aprire un dibattito sul tema proposto. Un tipo di informazione assolutamente univoca; andrebbe pure bene (ma assai poco bene) se i servizi della web-tv restassero relegati allo status di comunicati stampa, fatto è, che detti servizi, spesso e volentieri finiscono praticamente uguali, sulle testate giornalistiche. Quando si verifica una cosa del genere,  si spaccia come informazione, qualcosa che di informazione ha praticamente nulla e si arreca un danno ai professionisti del settore.

Del resto, perché pagare agenzie specializzate, se per «coprire» la notizia, e entrare in possesso di un video a costo zero, basta contattare l’ufficio stampa del Comune di Napoli, guidato da Mimmo Annunziata? La rete, lo ribadiamo, è piena dei video del Comune, proposti identici da organi di informazione. Stessa cosa capita con le foto relative ad eventi, conferenze e quant’altro. Velia Cammarano, inserita nello staff della comunicazione di Palazzo San Giacomo, come fotografa ufficiale, spesso e volentieri pubblica le immagini su Facebook.

Le foto di eventi
e conferenze
pubblicate
su Facebook

Quindi, anche in questo caso, chi è interessato agli scatti e non vuole pagare le agenzie, può procurarsele facilmente e gratis. La soluzione ci sarebbe. Basterebbe apporre un watermark (vale a dire un marchio digitale che identifica l’autore di un file video, audio o di una immagine) sui prodotti che si vanno a realizzare.

Sarebbe
più giusto, leale,
e meno dannoso,
nei confronti
dei professionisti
dell’informazione,
utilizzare un watermark
con il logo del Comune

In tal modo, chi è interessato a detta produzione o si accontenterà di pubblicarle con il logo del Comune di Napoli, oppure, per «coprire» la notizia, per forza di cose, dovrà contattare le agenzie specializzate e pagare il servizio reso.

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