Ecco le condizioni (pessime) della bandiera italiana in Via Verdi

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di Giancarlo Tommasone

«Sul ponte sventola bandiera bianca», cantava Battiato, mentre quella che dovrebbe sventolare in Via Verdi, sede del Consiglio comunale di Napoli è tricolore, anzi il Tricolore. Dovrebbe sventolare, perché non ci sembra proprio in condizioni di farlo.

Il simbolo dell’Unità nazionale appare
come un drappo sgualcito, strappato,
una vera e propria «mappina», volendo utilizzare un termine
della lingua napoletana

Del resto la foto che pubblichiamo in copertina ne è testimonianza inattaccabile. Tutto ciò appare veramente grave nella terza città d’Italia, che almeno stando alle parole diffuse quotidianamente dall’Amministrazione de Magistris, si schiera apertamente a favore della Costituzione e contro ogni forma di leghismo e di separatismo. Ma tant’è, la bandiera italiana «issata» a Via Verdi è divisa letteralmente in due, la banda verde separata da quella bianca e quella rossa, mentre le ultime due sezioni sono tristemente arrotolate.

Riguardo alla circostanza, Stylo24 ha ascoltato il presidente del Consiglio comunale di Napoli, Sandro Fucito. «Cercheremo di provvedere al più presto, siamo per l’Unità nazionale. Dovrebbe esserci una bandiera già a Via Verdi e sostituiremo al più presto quella strappata, solleciterò immediatamente il cambio», spiega Fucito.

Il presidente del Consiglio comunale, Sandro Fucito:
siamo in difficoltà da anni, la situazione è paradossale

«E nel caso non ci sia un’altra bandiera, provvederemo anche a nostre spese», continua. Intende a spese del Comune? «No, no, a spese nostre, con i soldi nostri. Perché è da un po’ che il fondo del Consiglio comunale non è utilizzabile o non previsto. Poi c’è stata la vicenda della Corte dei Conti che ha bloccato la cassa, e lo sblocco della spesa è arrivato soltanto lo scorso venti di novembre», racconta Fucito. «Del resto è notorio: i consiglieri comunali pagano di tasca propria, da anni, carta, toner e tutto il materiale di cancelleria. Abbiamo perfino problemi con la carta igienica a cui provvedono (sempre di tasca propria) i dipendenti comunali. Dallo scorso novembre la spesa è stata sbloccata, comunque per il fondo destinato al Consiglio, siamo sull’ordine degli spiccioli», si lamenta ancora il presidente del Consiglio comunale. «E’ sacrosanto, il Tricolore va sostituito, ma ciò che voglio sottolineare è che per le spese ‘ordinarie’ ci sono risorse pari a zero e quindi tocca fare da sé. In passato, mi sono trovato anche a pagare di tasca mia il pranzo per gli ambasciatori in visita a Napoli. Sono cose che certo non vanno sventolate a destra e a manca, ma è accaduto anche questo», conclude Fucito.

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