venerdì, Maggio 20, 2022
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I «frondisti» tornano in consiglio. Ma ora staranno con Giggino o con De Luca?

I cinque consiglieri della (fu) maggioranza arancione che non sono stati eletti in consiglio regionale in cerca di ricollocazione.

“Rami secchi da potare”, così, meno di un mese fa, il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, aveva definito gli ex consiglieri di maggioranza candidati alle regionali in Campania con Vincenzo De Luca. “Lo dico con sincerità e senza amarezza – dichiarava – qualche ramo secco che forse avevamo noi consentito nel 2016 che diventasse ramo verde che ora torni secco e vada con De Luca mi va bene. Anzi, sono felice che si faccia così un po’ di potatura politica nella nostra maggioranza iniziale. Non dispiace per nulla che abbandonino il carro vincente su cui erano saliti nel 2016 per salire su un altro carro: è un trasformismo politico che appartiene a loro e al loro modo di fare politico”.

Ma l’operazione di “potatura” non è andata a buon fine, come forse lo stesso primo cittadino si aspettava (lo sperasse o meno è tutto da vedere), se è vero com’è vero che solo a Fulvio Frezza, vicepresidente del Consiglio comunale, è riuscito il passaggio del Rubicone, da via Verdi al Centro Direzionale, sede del consiglio Regionale della Campania, tra gli ex fedelissimi.

Più nel dettaglio, l’operazione è miseramente fallita per Mario Coppeto, consigliere comunale di maggioranza (Sinistra in Comune) che si era presentato con Democratici e Progressisti, Nino Simeone, candidato nella lista De Luca Presidente, Gabriele Mundo che ha voltato le spalle a Giggino per Italia Viva, a pochi mesi delle elezioni, Maria Caniglia eletta con deMa e poi candidata nella lista Fare democratico con De Luca, e, infine, Stefano Buono, candidato con Davvero-Partito animalista.

Ma, a questo punto, appare estremamente difficile che il loro rientro in aula possa avvenire senza alcun rumore o ritorno di fiamma. Ed è, quindi, lecito chiedersi, una volta tornati nella loro dimensione di consiglieri comunali, cosa accadrà? Come vivranno questa condizione di separati in casa? Loro che, seppur formalmente non appartenenti alla maggioranza arancione, senza dubbio restano, per idee professate, molto più vicini a questa che all’opposizione di centrodestra e del M5S. E sarà ancora così dopo le dichiarazioni di de Magistris?

Domande le cui risposte potranno avere un peso specifico molto importante sia per il bene della città che per la solidità della poltrona di Giggino. Due cose che non sempre, o comunque non per forza, in questi anni sono andate a braccetto.

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