Mercato Immobiliare Napoli traino B&B

I numeri.

Vedi Napoli e poi riparti. La millenaria capitale culturale del Sud da alcuni anni è diventata meta del turismo mordi e fuggi. Un affare di tutto rispetto per le migliaia di attività di affittacamere o di bed & breakfast spuntate come i funghi, soprattutto nel centro storico del capoluogo partenopeo. Le prenotazioni vanno a gonfie vele, ne abbiamo contattato una decina durante le vacanze di Natale di questi mini alberghi, tutti tra la zona compresa tra Via Toledo e la parte bassa dei Quartieri Spagnoli. «Siamo pieni fino al sei gennaio», ci siamo sentiti rispondere, di stanze, nelle prossime due settimane neanche a parlarne.

Che sta succedendo a Napoli? È la febbre dei B&B, attività imprenditoriali spesso a conduzione familiare, che solo nell’area «protetta» dell’Unesco si attestano sulle 5.200. Un numero enorme se si pensa che in totale, in tutta la città la cifra ammonta a 7.200. Parliamo sempre di quelle alla luce del sole. Questa è la stima più o meno ufficiale, perché, nei fatti, c’è da fare i conti con il sommerso. Non c’è angolo del centro di Napoli che sia tenuto fuori dalla classe imprenditoriale emergente formata dai novelli «albergatori»: mansarde, piani ammezzati, e finanche abitazioni con accesso diretto sulla strada, i bassi. Nessun palazzo è risparmiato, meglio se si tratta di edifici storici, ma pure le costruzioni più recenti vanno bene. Come gli affari della nuova speculazione, che però incide drammaticamente su chi ha bisogno di una abitazione per viverci. «A Napoli, al momento, secondo gli ultimi dati disponibili c’è un fabbisogno abitativo che si attesta sulle 8.000 unità. A tanto ammonta il numero delle famiglie che stanno cercando casa in affitto», spiega al Quotidiano del Sud, Domenico Lo Presto, segretario regionale della Campania di Unione Inquilini. «Si tratta di nuclei che spesso si sono visti negare, dopo anni, il prolungamento o la conferma del contratto di fitto, da proprietari che hanno deciso di intraprendere la carriera di gestori di bed & breakfast», racconta.

«Basta farvi un giro dalle parti della nostra sede napoletana, in Via dei Tribunali, di fronte c’è un palazzo che conta ben 5 attività di affittacamere. Hanno aperto i B&B perfino nei bassi, non si sa con quali titoli e con quali permessi, ma ci sono», rendiconta il segretario. E per chi è nato a Napoli, vi ha sempre vissuto e vuole restarci? «Non ci sono possibilità, c’è un’unica soluzione: andare via, trasferirsi in altri comuni, Melito, Mugnano, Quarto. Sa che cosa dicono, ormai, i melitesi? Che sono una minoranza rispetto ai napoletani che si sono trasferiti lì, in massa, negli ultimi anni». E come sta la situazione al centro storico, relativamente al fabbisogno di abitazioni? «Parliamo attualmente di circa 4.000 famiglie che stanno cercando alloggio e non lo trovano – spiega ancora Lo Presto – Calcoli che nella sola zona di Montecalvario ci sono attualmente 500 famiglie che cercano casa, altrettanto capita ai Quartieri Spagnoli, sia nella zona alta che in quella bassa, e a San Ferdinando».

Dall’affare, non viene tagliato fuori alcun quartiere. Anche a Forcella o alla Sanità, teatri della lotta feroce che va in scena tra organizzazioni criminali, c’è la possibilità per i turisti di trovare un alloggio per qualche giorno. «Una volta – racconta un abitante di Forcella – in alcune case diventate B&B, fittavano i posti letti ai lavoratori extracomunitari, tutto a nero ovviamente. Ma i bed & breakfast sono più redditizi e ci sono meno rischi da correre con la legge». E nel frattempo aumenta senza sosta il fenomeno della gentrificazione e della turistificazione selvaggia. «Chi è nato a Napule ce vo murì» recita una bellissima poesia del principe Antonio De Curtis, in arte Totò. I napoletani dei quartieri storici non possono continuare a restare, a meno che non abbiano la fortuna di possedere un appartamento. Del resto tutto il centro storico, Decumani e Via Toledo in testa, negli ultimi anni fanno i conti con una guerra persa in partenza. Il cuore della città, ormai, con una accelerazione preoccupante, secondo logiche che hanno favorito forme di turismo «selvaggio», è diventato luogo dove trovano casa (per una settimana al massimo) solo i visitatori.

La maggioranza, guidata dal sindaco Luigi de Magistris, ha più volte manifestato contro questo stato di cose, ma il paradosso viene a galla, proprio se si va a vedere chi ha lottato e dice, continua a lottare, contro la gentrificazione del centro città. Ad esempio, c’è il consigliere Elena Coccia, presidente della Commissione Cultura e Turismo a Via Verdi (sede del Consiglio comunale). Di recente ha ammesso di aver acquistato una casa nella parte alta dei Quartieri Spagnoli, dove il figlio ha avviato una attività di bed & breakfast. E non solo, c’è la delegata alla Cultura e al Turismo della Giunta de Magistris, Eleonora De Majo, che fino a poche settimane fa, prima comunque di essere nominata assessore, ha svolto attività di affittacamere per i turisti. Metteva a disposizione dei visitatori una stanza (a pagamento, naturalmente) del suo appartamento di 145 metri quadrati che si trova nella zona dei Decumani.

La febbre da B&B, come abbiamo visto non risparmia le persone più vicine al sindaco de Magistris. Gestisce in società con altre persone un bed & breakfast anche Marco Cocifoglia, componente della segreteria politica di deMa, partito di cui è presidente la fascia tricolore partenopea. Dove si trova la «casa vacanze» di Cocifoglia? In un appartamento in Via Toledo, sullo stesso pianerottolo in cui fino a qualche mese fa c’era la sede degli arancioni. Ma quanto si guadagna con i B&B? «Dipende, io fitto una sola stanza, a 30 euro a notte, e in un mese riesco a farci anche 600 o 700 euro», dichiara Massimiliano, che ha una casa proprio a ridosso di Via Toledo. «Ma c’è chi fitta quattro, cinque stanze, o interi appartamenti, e riesce pure a guadagnare più di 4.000 euro al mese, poi dipende dalla zona in cui hai l’attività e la qualità dei servizi offerti agli ospiti». Se guardiamo a cifre del genere, appare molto improbabile che chi cerca disperatamente una abitazione al centro storico (per viverci) possa trovarla. Più semplice emigrare e tornare a Napoli da turista, nel caso una camera in affitto, per una settimana, si trova sempre. Purché, però, si prenoti con largo anticipo.