Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris

A rischio Enrico Panini e gli staffisti vicini ad Attilio Auricchio. Strada spianata per l’assessora Clemente per la candidatura a sindaco.

Era nell’aria l’addio. Inaspettato e violento. La fine di un rapporto oramai logoro, dopo venti anni di amicizia e di stretta collaborazione con il sindaco de Magistris. Attilio Auricchio lascia Palazzo San Giacomo dopo nove anni da “sindaco ombra”. Soltanto l’ultima esperienza vissuta insieme: dopo le indagini di Catanzaro, l’inchiesta “Why not?, con de Magistris pm e Auricchio in veste di carabiniere. Direttore generale, capo di Gabinetto, per un periodo comandante dei vigili urbani di Napoli. Auricchio in questi anni ha fatto il bello e il cattivo tempo del Comune. Ha gestito l’ente e amministrato la città. Spesso i rapporti con i suoi interlocutori sono stati burrascosi, ma il sindaco di lui si è sempre fidato. Anche a discapito del fratello del primo cittadino, Claudio.

Si è preso schiaffi in faccia da consiglieri comunali, da politici vari, da assessori, senza mai arretrare. È stato un soldato fedele, di quello che era il suo migliore amico, Luigi de Magistris. Quasi un fratello. Nell’ultima curva di due gestioni di amministrazione comunale qualcosa è cambiato. La nuova staffista del sindaco Federica Capuano, la più stretta collaboratrice di de Magistris, è riuscita alla fine a scalzare il colonnello Auricchio (link pezzo…). C’è chi adduce che l’addio sia arrivato proprio a seguito di questo rapporto stretto che si è venuto a creare in pochi mesi con la nuova collaboratrice. L’ha pian piano sostituito, dentro e fuori dal Palazzo. Certo è che il carabiniere sia stato messo in un angolo. De Magistris a tutti i suoi interlocutori, negli ultimi mesi, ha comunicato il cambio di gestione: «Dovete parlare direttamente con me, non più con Auricchio». «È stato isolato da de Magistris, quasi a volerlo costringere ad andare via» racconta un assessore. Alla fine è stato così.

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L’ultimo incontro, due sere fa, tra de Magistris e Auricchio non è durato tantissimo (erano presenti soltanto il sindaco e il suo ex fedelissimo, a differenza di quanto riportato da altri organi di informazione). Da quanto trapela il sindaco non avrebbe tentato neanche per un momento la mediazione. Alla fine Auricchio, che probabilmente non si aspettava un epilogo del genere, è stato costretto ad andare via. Dopo vent’anni insieme, gli ultimi nove spesi nell’esperienza arancione, è stato di fatto messo alla porta. Nelle ultime settimane l’ex capo di Gabinetto e direttore Generale era riuscito a chiudere l’accordo con il Pd a Roma per le Suppletive al Senato, ma anche in quel caso de Magistris ebbe da ridire, oltretutto pubblicamente. Auricchio aveva infatti provato a far passare il nome di de Magistris sul tavolo romano con il Partito democratico. L’ex pm lo sbugiardò davanti a telecamere e cronisti.

Un altro punto messo a segno dall’assessore ai Giovani Alessandra Clemente, con la quale Auricchio a stento si salutava nell’ultimo periodo. Ora la nipote del neo senatore Sandro Ruotolo ha la strada spianata per tentare la scalata verso la candidatura a sindaco il prossimo anno. E perché no, de Magistris potrebbe anche pensare di assegnarle il ruolo di vicesindaco. Enrico Panini, come scritto pochi giorni fa da Stylo24, è infatti sulla graticola e presto potrebbe lasciare anche lui il Palazzo. Tutti i fedelissimi di Auricchio adesso rischiano il posto, oltre a Panini, sarebbe pronto a dire addio a Palazzo San Giacomo anche il vice di Auricchio, fedelissimo da anni del carabiniere, Alberto Forte. Altro staffista che alla Clemente e al suo staff pare poco gradito. L’epurazione è cominciata e la resa dei conti è solo all’inizio. Intanto Auricchio ha già lasciato la città, quella che ha governato per nove anni, sicuramente con l’amaro in bocca.