Palazzo San Giacomo

Il Collegio dei revisori: bisogna perseguire la piena conciliazione dei rapporti tra debitori e creditori.

di Ilaria Riccelli.

“L’ammontare del disavanzo per il 2019, pari a 2,6 miliardi di euro, rispetto alla cifra di 1,6 miliardi di disavanzo dell’anno precedente, è da attribuire alle conseguenze della sentenza della Corte Costituzionale 4/2020, che ha imposto la reiscrizione in bilancio del Fondo Anticipazioni Liquidità.” Il Ragioniere generale Raffaele Grimaldi ha aperto così la seduta della commissione Bilancio sulla delibera sulla delibera 211 del 29 giugno 2020, approfondendo la questione del disavanzo. In commissione, presieduta da Manuela Mirra, c’è stato un incontro al vertice col collegio dei revisori.

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“Resta tuttavia un nodo importante relativo all’ammontare del Fondo Crediti Dubbia Esigibilità, pari a 2,125 miliardi – commenta il Ragioniere generale – che evidenzia una situazione di difficoltà dell’Ente, connessa alla scarsa performance di riscossione”. “Dal 2019 i Servizi stanno facendo un grande lavoro per ripianare questa situazione -ha concluso – dobbiamo ricordare il merito del Comune di Napoli nell’aver seguito i principi contabili ordinari e non aver aderito al metodo semplificato per il calcolo del Fondo Svalutazione dei Crediti.

“Sono gli accantonamenti a generare disavanzo e a far chiudere in negativo. La riforma contabile, insistendo su alcuni cardini come il Fondo Crediti Dubbia Esigibilità, impone che ci si impegni a ridimensionare l’ammontare del fondo, intervenendo sulla gestione degli accertamenti, delle entrate e degli incassi, per liberare risorse e ottenere una maggiore correttezza contabile” così dichiara invece il presidente del Collegio dei Revisori, Costantino Sessa, che ha ripreso “la situazione difficile delle partecipate, per le quali bisogna perseguire la piena conciliazione dei rapporti tra debitori e creditori”.

Nel dibattito il consigliere Matteo Brambilla (Movimento 5 Stelle) perentorio “Il Comune sarebbe già in dissesto se non fossero intervenute norme nazionali in materia”.