Fiorella Esposito, ex sindaco di Arzano

L’ex primo cittadino aveva fatto appello contro lo scioglimento del consiglio municipale di un anno fa

di Fabrizio Geremicca

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Fiorella Esposito, l’ex sindaco di Arzano, perde la battaglia al Tar Lazio. Aveva presentato ricorso, insieme ad alcuni assessori e consiglieri comunali della maggioranza che la sosteneva, contro il decreto del Presidente della Repubblica che aveva decretato lo scioglimento del consiglio comunale a causa delle infiltrazioni malavitose. Un provvedimento del 2019 che faceva seguito alla relazione del Ministero dell’Interno ed alla deliberazione del Consiglio dei Ministri adottate il 20 maggio, alla relazione del Prefetto di Napoli del 3 maggio e al decreto prefettizio del 31 dicembre 2018 con il quale era stata nominata la Commissione di indagine per lo svolgimento di ispezione presso il Comune.

La sede del Comune di Arzano

«Secondo la giurisprudenza – argomentano i magistrati – le vicende che costituiscono il presupposto del provvedimento di scioglimento di un Consiglio comunale, devono essere considerate nel loro insieme, e non atomisticamente, e risultare idonee a delineare, con una ragionevole ricostruzione, il quadro complessivo del condizionamento mafioso. Assumono quindi rilievo situazioni non traducibili in episodici addebiti personali ma tali da rendere, nel loro insieme, plausibile, nella concreta realtà contingente e in base ai dati dell’esperienza, l’ipotesi di una soggezione degli amministratori locali alla criminalità organizzata (vincoli di parentela o affinità, rapporti di amicizia o di affari, frequentazioni), e ciò anche quando il valore indiziario degli elementi raccolti non è sufficiente per l’avvio dell’azione penale o per l’adozione di misure individuali di prevenzione».
La sentenza entra, poi, nel merito dei contenuti della relazione che determinò lo scioglimento del consiglio comunale e delle contestazione ad essa contenute nel ricorso di Esposito e di alcuni dei suoi assessori e consiglieri di maggioranza. Insufficienti, queste ultime, a convincere le toghe ad annullare gli atti che determinarono la liquidazione della giunta.


L’ex sindaco e sindacalista della Cgil, che nel frattempo ha ripreso la sua attività di dirigente scolastico, un paio di mesi fa aveva ottenuto peraltro in Corte di Cassazione il definitivo annullamento del provvedimento di incandidabilità. Immotivato perché, come sancito già dal Tribunale di Napoli nord, «le circostanze evidenziate dalla commissione prefettizia, valutate sia complessivamente sia singolarmente, non sono idonee a ritenere il sindaco Fiorella Esposito responsabile delle condotte che hanno determinato lo scioglimento del consiglio comunale». Un corto circuito giudiziario, insomma. «Ricorrerò al Consiglio di Stato contro la decisione del Tar Lazio», fa sapere Esposito.

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