Vincenzo De Luca insieme al figlio Piero, in Piazza del Plebiscito a Napoli

Nel frattempo il governatore della Campania si «compra» anche i centri sociali

di Giancarlo Tommasone

Lo abbiamo scritto più di un mese fa: De Luca jr attivato per individuare il candidato sindaco del centrosinistra a Napoli. Il progetto di «salernizzazione» va via via concretizzandosi. Secondo quanto risulta a Stylo24, il parlamentare Piero De Luca (il figlio del governatore, appunto) sarebbe alle fasi finali per la messa a punto di due liste: una di moderati, l’altra, gemella di Fare democratico popolari, che, per la cronaca, fa capo anche all’assessore regionale Antonio Marchiello. Come stanno le cose rispetto alla scelta del papabile da iscrivere alla corsa per Palazzo San Giacomo? In un altro palazzo, quello sede della Regione Campania, girano alcune voci che danno la cifra di un centrosinistra evidentemente spaccato.

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Sarracino considerato non all’altezza,
no all’accordo per appoggiare
eventuale discesa in campo di Fico

In primis, il segretario metropolitano del Pd di Napoli, Marco Sarracino, è stato messo letteralmente in disparte, «perché – spiega una nostra fonte – non è assolutamente considerato all’altezza». C’è, inoltre, il mancato accordo (ma potremmo parlare di totale disaccordo) su una eventuale discesa in campo da parte di Roberto Fico. Per la poltrona di sindaco, si punta – questo trapela dai corridoi di Palazzo Santa Lucia – su una figura proveniente dall’universo della società civile. Facile comprendere chi c’è dietro la regia del progetto: il padre di Piero, il governatore Vincenzo De Luca.

Che, attraverso suoi link, si è insinuato anche negli ambienti dei centri sociali napoletani, gli stessi che fino a qualche mese fa gli lanciavano i sacchetti della spazzatura, e che adesso, orfani di Luigi de Magistris (ormai proiettato verso il sogno calabrese) provano a trovare collocazione. Sintomatico del flirt, tutto di convenienza, il fatto che – abbiamo svelato  anche questa circostanza, qualche giorno fa– nell’ultimo periodo non si contano gli incontri tra il presidente della III Municipalità di Napoli, Ivo Poggiani (del laboratorio occupato Insurgencia)  e mister 42mila preferenze, il consigliere regionale Mario Casillo, legato a doppio filo a De Luca senior. Il governatore incassa l’apertura anche del novello assessore comunale di Napoli, Giovanni Pagano, noto per il suo impegno nel mondo della lotta operaia e considerato un sindacalista da combattimento.

L’apertura a De Luca, da parte
del neoassessore Giovanni Pagano

Nell’intervista resa al quotidiano Il Mattino, poco dopo aver indossato la grisaglia assessorile, Pagano ha tenuto a sottolineare: «Non c’entro nulla con il lancio dei sacchetti», riferendosi a quelli lanciati durante la durissima contestazione al presidente De Luca (febbraio 2018). E alla domanda su un eventuale tavolo in Regione, a cui dovesse essere presente anche il governatore, l’assessore comunale al Lavoro risponde: «Nessun problema, mi siedo con chiunque». Concludiamo col sottolineare che l’episodio dei sacchetti, non condannato da Giggino, fu tra le cause principali della definitiva rottura tra il sindaco e De Luca. E allora, c’è da chiedersi: de Magistris avrà letto la dichiarazione distensiva e di apertura verso il vecchio «nemico», rilasciata da Pagano?