Layla accanto al papà, Davide Napolitano

La fuga verso la Tanzania è avvenuta lo scorso lunedì

di Giancarlo Tommasone

«E’ accaduto quello che temevo, la mia ex compagna ha portato mia figlia con sé, in Tanzania. L’ha rapita». A parlare è Davide Napolitano, residente a Portici. Della sua storia Stylo24 si è occupato in esclusiva il 5 novembre scorso. Allora riportammo l’appello di un padre che aveva paura per il destino della piccola Layla (ha compiuto da poco cinque anni). Questa mattina, Davide ha raggiunto la stazione dei carabinieri e ha sporto denuncia per sottrazione internazionale di minore. A spiegarci come si è evoluta la situazione, è lo stesso genitore della piccola. «Lo scorso 30 ottobre, il giudice minorile che avrebbe dovuto affidarmi la bambina, così come suggerito nel rapporto stilato dai Servizi sociali del Comune di Portici, ci dice che c’è bisogno di approfondimenti sulla competenza in materia, e rimanda la decisione dopo la presentazione entro trenta giorni, di nuovi documenti e fissando la successiva data del procedimento al prossimo febbraio».

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Sharifa (la madre della piccola), a questo punto, racconta sempre Davide, «ha iniziato a pianificare la fuga che è avvenuta lunedì 25 novembre. La mia ex compagna, pochi giorni prima del compleanno di Layla, mi aveva chiesto di firmare un permesso per fare andare lei e la bambina a Ravenna da alcuni suoi parenti, dove avrebbero dovuto trascorrere un paio di settimane. Aveva addirittura iniziato a prendere contatti con un mio zio, fratello gemello di mio padre, per andare a trovarlo a Cesenatico, dove vive. Io sicuro del fatto che il passaporto di Layla fosse ancora bloccato presso la Questura di Napoli, ho acconsentito al viaggio, quello che avrebbe dovuto portare la mia ex compagna e mia figlia, a Ravenna». E poi, cosa è successo? Chiediamo. «Lo scorso martedì, verso le 15 ore italiane, ho ricevuto una telefonata su WhatsApp, da parte di Sharifa. Mi ha detto che siccome io non avevo sbloccato il passaporto di Layla, il suo Governo (quello della Tanzania), l’aveva aiutata ad espatriare. La mattina dopo (alle 7.32, ora italiana) ho ricevuto una videochiamata di Sharifa che mi ha fatto vedere Layla. Ho riconosciuto la casa di Zanzibar. Ho avuto giusto il tempo di fare uno screen shot, ma poi Sharifa ha interrotto la comunicazione». Davide Napolitano conclude con un appello: «Sharifa e la bambina, a Ravenna non sono mai arrivate. La mia ex compagna ha portato all’estero Layla, senza il mio permesso, e probabilmente con un passaporto falso o contraffatto. Aiutatemi a riabbracciare la mia bambina».