É stata disposta una sospensione temporanea dei lavori del cantiere in via Duomo, a Napoli, previsti nel programma Centro Storico Sito Unesco. Il Comune di Napoli “si è visto costretto a sospendere in via temporanea i lavori previsti, dalla intersezione di via San Biagio dei Librai alla intersezione con via dei Tribunali, a seguito dell’incidente di sabato scorso, quando, a causa di pezzi di un cornicione staccatisi da un palazzo, Rosario Padolino, commerciante 66enne, ha perso la vita”. Da palazzo San Giacomo fanno sapere che “il Comune non ha alcuna responsabilità in merito al tragico evento” e ribadiscono la propria vicinanza alla famiglia di Rosario Padolino. Tutti gli edifici privati, che si trovano nei dintorni del cantiere di via Duomo, si legge in una nota, “verranno interessati da specifico atto amministrativo, finalizzato alla richiesta di aggiornamento delle condizioni strutturali degli stabili interessati”.


“E’ già allo studio dell’amministrazione comunale – afferma l’assessore alla Sicurezza Abitativa Ciro Borrielloun Regolamento con norme ancora più stringenti riguardanti le prescrizioni ai condomini privati, principalmente per quelli interessati da lavori di ristrutturazione, ciò al fine della tutela della pubblica incolumità”. “Nelle prossime ore verranno convocati gli Ordini Professionali e tutte le articolazioni comunali interessate, a partire dall’Avvocatura Municipale – conclude – per definire un nuovo quadro operativo tendente a stabilire un cronoprogramma da far recepire ai condomìni privati.” Nel primo semestre del 2019, si legge in una nota sul report delle attività del Servizio sicurezza abitativa, “a seguito di 562 accertamenti tecnici, di cui solo 340 hanno riguardato dissesti delle facciate, sono state emesse 497 ordinanze sindacali relative a 212 fabbricati, di cui 18 sono stati interessati anche da provvedimenti di sgombero”.

La vittima del crollo del cornicione in via Duomo, il 66enne Rosario Padolino

Il 30% di queste ordinanze ha interessato gli ambienti interni dei fabbricati, come solai d’interpiano, rotture di impianti, impermeabilizzazioni; il 45% ha riguardato l’involucro dei fabbricati (facciate e coperture), come distacco d’intonaci, distacco di elementi decorativi, parti di balconi, infissi esterni; il 25% ha toccato le maglie strutturali dei fabbricati, come crolli provocati da lavori non eseguiti a regola d’arte, degenerazioni strutturali a sistemi fognari e/o idrici.

 

Il progetto Sirena e i benefici fiscali per riqualificare il centro storico

“Se oggi ripartisse il progetto Sirena e a questo si associassero i benefici fiscali dell’Eco e Sismabonus, sarebbe possibile riqualificare gli immobili che hanno ricevuto le ordinanze di messa in sicurezza e molti altri nel territorio di Napoli. Infatti, coniugando gli incentivi comunali ai crediti fiscali attivati dal Parlamento per la messa in sicurezza degli immobili, si potrebbe avviare un processo di riqualificazione sociale ed economica del nostro territorio”. Così Federica Brancaccio, presidente dell’Acen, ricorda, afferma una nota, “i benefici del progetto pubblico privato Sirena, che nelle sue tre edizioni ha consentito la riqualificazione  degli edifici di ben 3.000 ettari del territorio comunale di Napoli, agendo sul centro storico urbano, sui centri storici delle periferie e le ‘zone B’ di completamento delle periferie. 1253 interventi edilizi finanziati, 1.157 cantieri attivati, 2804 sopralluoghi effettuati dalla società Sirena e dal CPT (oggi Centro Formazione e Sicurezza di Napoli) per un valore di 85,2 mln di euro di contributi pubblici assegnati pari a circa 270 mln di euro di interventi edilizi attivati”.

“É evidente – continua Brancaccio – l’utilità di un progetto efficace, a maggior ragione in un territorio con una percentuale elevata di edifici degradati”. Secondo i dati dell’ultimo censimento 2011, infatti, il 59% degli edifici residenziali in provincia di Napoli ha più di 40 anni, percentuale che arriva all’80% nel Comune partenopeo. “Non solo dunque una ingente quota di edifici da ristrutturare in quanto vetusti, ma anche perché antecedenti all’entrata in vigore della normativa antisismica” aggiunge la numero uno dell’Acen. Si tratta di un patrimonio di 691mila abitazioni nella provincia di Napoli e circa la metà ricade nel territorio comunale di Napoli (390mila). “Auspico inoltre che il Decreto “Sblocca cantieri” votato in Senato – conclude Brancaccio – riceva l’approvazione della Camera e la definitiva conversione in legge perché attribuisce ai Comuni la possibilità di chiedere al Tribunale la nomina di amministratori ad acta per i condomini che, pur in caso di necessità per la pubblica incolumità, non si attivino per tempo”.