La vicenda.

Un braccio di ferro innescato in Consiglio comunale, dall’ex capogruppo Pd Federico Arienzo, e che ha visto il comandante dei Vigili Ciro Esposito uscirne vincitore. Qualche sassolino dalla scarpa il generale se lo è tolto. Nella seduta consiliare del 21 gennaio, come si legge in una missiva che Esposito ha inviato a tutti i consiglieri comunali, compreso il presidente del Consiglio Sandro Fucito, si fa riferimento «all’intervento del consigliere Federico Arienzo nel quale si segnalava la scarsa incisività delle forze dell’ordine nel contrastare i fenomeni di abusi edilizi e di reati ambientali perpetrati nel vallone dei Girolamini», a seguito del quale l’assessore alla polizia Municipale Alessandra Clemente ha provveduto ad interessare i carabinieri forestali per eseguire una ricognizione del vallone «al fine di verificare la lamentata presenza di ulteriori sbancamenti nonché l’interramento di rifiuti speciali».

L’assessore ai vigili segnalando ai Carabinieri l’operato dei suoi uomini ha in poche parole puntato il dito contro i vigili stessi. Una cosa che evidentemente non sarà andata già ad Esposito. A causa dell’indubbia complessità dell’area e dell’oggettiva difficoltà di individuare con esattezza i luoghi segnalati per i presunti reati, i militari dell’Arma sono stati costretti ad interfacciarsi con il comandante che ha messo in contatto i militari con la Unità operativa Tutela Edilizia del reparto operativo, più volte intervenuta. È stato anche concordato un sopralluogo congiunto.

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«Il capitano Agostino Acconcio – fa sapere Esposito – responsabile dell’Unità operativa tutela edilizia ha riferito che il minuzioso sopralluogo veniva eseguito in data 25 gennaio e che ha interessato l’intera area oggetto della segnalazione». Terminata la perlustrazione è stato infine redatto il verbale sottoscritto dal personale della polizia locale e dei militari dell’arma, dalla lettura del quale emerge chiaramente che lo stato dei luoghi «risulta cristallizzato dagli ultimi interventi eseguiti dalla Unità operativa edilizia della polizia locale di Napoli».

Il comandante della polizia locale si è visto in Consiglio attaccato sull’operato dei proprio uomini, con nessuno dell’amministrazione che abbia difeso gli uomini in divisa. «È doveroso precisare infine – fa sapere Esposito – che, come in questo caso, l’attività assolta dal corpo viene espletata nel rispetto delle leggi e dei regolamenti, non potendo applicare provvedimenti più o meno afflittive a seconda che si tratti di amici o nemici di qualcuno». Un messaggio diretto al consigliere del Pd. Quasi come se Esposito volesse dire: «Non si può verbalizzare qualcuno perché ti è poco simpatico».

Come si dice a Napoli, il comandante si è tolto «i paccheri da faccia»: «Non di meno si rileva che ad ogni segnalazione del consigliere Arienzo inoltrata informalmente al sottoscritto è puntualmente seguito un intervento sul posto e che l’operato della polizia locale, come confermato dall’Arma dei Carabinieri, è stato sempre più che corretto».