domenica, Gennaio 29, 2023
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Colpo grosso in gioielleria: fuga finita per i napoletani della banda del buco

Rapina con ostaggi ad Aversa, stanati i primi due componenti della paranza: adesso è caccia agli ultimi complici

Colpo grosso in gioielleria, fuga finita dopo poco più di tre mesi per la gang napoletana che l’estate scorsa ha seminato il panico in provincia di Caserta. Cento giorni di indagini serrate degli agenti della questura di Caserta hanno consentito di identificare i presunti autori della rapina del 20 luglio ai danni della gioielleria Marotta di Aversa, i quali dopo essere sbucati dal pavimento, razziarono tutti i gioielli.

La Procura di Napoli Nord ha emesso un decreto di fermo a firma del pm Antonio Vergara a carico di due giovani giuglianesi indiziati di appartenere alla banda del buco. Si tratta di Giuseppe Palumbo, 33 anni, e di Ferdinando Russo, 19 anni, entrambi giuglianesi e noti alle forze dell’ordine, difesi di fiducia dall’avvocato Luigi Poziello. I due sono stati relegati nei penitenziari di Poggioreale e di Santa Maria Capua Vetere e sono a disposizione del gip del Tribunale di Napoli Nord per la convalida dell’arresto, che dovrebbe essere celebrata oggi.

Il colpo di cui i due giuglianesi si sarebbero resi protagonisti aveva suscitato molto scalpore. I malviventi, dopo aver creato un passaggio nelle fognature, avevano sfondato il pavimento facendo irruzione all’interno del negozio. Per farsi consegnare il bottino, stando a quanto emerso, avrebbero tenuto in ostaggio sia il titolare che due clienti presenti in quel momento. «Poco meno di 10 minuti per distruggere oltre 40 anni di carriera. Tutta la mia famiglia è sotto choc, ma quello che è successo deve darmi forza per tutelare tutti i miei colleghi e commercianti. Nessuno merita di provare ciò che mi è capitato», aveva commentato il titolare poco dopo l’episodio.

Un danno economico ingente, senza contare la paura di titolare e clienti nel vedersi, alle 10 di mattina, la gang sbucare all’improvviso nell’attività minacciando i presenti e legandoli. In molto avevano anche deciso di attivare una raccolta di fondi per cercare di aiutare in qualche modo le vittime.

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