giovedì, Giugno 30, 2022
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Collana, va in scena il cortocircuito Comune-Giano-Regione

La 27esima edizione della Marcia della Pace presenta diverse stranezze

di Emiliano Caliendo

Quest’anno la 27esima Marcia della Pace organizzata dall’Unicef e dal Comune di Napoli che coinvolgerà diverse scolaresche si svolgerà presso lo Stadio Arturo Collana di Napoli. Un’iniziativa lodevole, volta a valorizzare la cultura della non violenza, specialmente tra i più giovani. L’edizione di quest’anno però presenta diverse stranezze. La prima è che si svolgerà tutta all’interno dello Stadio Collana, quando negli anni passati, in occasione delle precedenti marce, centinaia di ragazzini affollavano le strade del Vomero.

È un comunicato, diramato dalla presidente di Municipalità del Vomero-Arenella, Clementina Cozzolino, a chiarire la scelta delle «porte chiuse» del Collana: «È la prima edizione che si svolgerà all’interno del Collana perché purtroppo essendo cessato lo stato di emergenza covid, i percorsi tradizionali utilizzati per le precedenti edizioni della manifestazione sono occupati (invasi) da occupazioni di suolo che rendono impossibile la realizzazione in sicurezza di eventi culturali così importanti sul nostro territorio». Sventola quindi la bandiera bianca della Municipalità nei confronti di bar e ristoranti che fino al 30 giugno, in base ad una delibera comunale, godono di procedure agevolate per l’occupazione di suolo pubblico.

La locandina della 27esima Marcia della Pace

Ma il fatto ancor più sconcertante è che nella locandina dell’evento si ringrazia Gennaro Ferrara, amministratore delegato della Giano SSD srl, società che si è appena vista confermare la revoca della concessione dello Stadio Collana da una sentenza del Tar emessa solo due giorni fa. Il ricorso presentato dalla Giano nei confronti della Regione Campania – che tornerà quindi a gestire l’impianto tramite l’Agenzia Regionale per le Universiadi e lo Sport (Arus) – è stato infatti respinto.

Il punto è che la stessa Regione Campania sarà rappresentata alla Marcia della Pace dall’assessore regionale Lucia Fortini. La presenza della Giano alla Marcia dovrebbe quanto meno imbarazzare i vertici di Palazzo Santa Lucia considerando la lunga battaglia giudiziaria sviluppatasi intorno all’impianto del Vomero che ha visto come parte in causa proprio l’ente guidato dal governatore Vincenzo De Luca. La Giano si vide revocare la concessione da Palazzo Santa Lucia nel maggio 2021 per gravi inadempienze. La società nel 2018 aveva stipulato una convenzione con la Regione per la concessione di 15 anni del Collana.

La decisione del Tar risolve quindi una disputa tra Regione e Giano, rilevando che la società ricorrente ha violato la disciplina in materia di appalti disponendo l’affidamento diretto di lavori, senza il previo espletamento di una gara pubblica, per un importo di 6 milioni, a società collegata ad uno dei soci della stessa Giano (l’imprenditore Paolo Pagliaro, proprietario del 90% delle quote societarie), peraltro sprovvista delle certificazioni SOA e dei requisiti tecnici-organizzativi ed economico-finanziari previsti dalla legge.

La decisione del Tar

Tale modus operandi è stato ritenuto dal TAR anche elusivo del divieto, vigente per le società senza scopo di lucro (quali sono le società sportive dilettantistiche, come la Giano risulta essere formalmente), di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione.

Infine, il TAR ha rilevato la correttezza del provvedimento di decadenza anche nella parte in cui ha ritenuto che l’attribuzione della maggioranza assoluta (oltre il 90%) della società Giano al socio imprenditore ha sostanzialmente modificato la natura della concessionaria, nella quale la componente sportiva è diventata del tutto marginale. La Regione Campania nel 2020 nominò un commissario ad acta, Pasquale Manduca, per sovraintenderne il programma dei lavori previsti dopo quelli effettuati in occasione delle Universiadi.

Commissario che poi revocò la concessione che ha dato inizio al contenzioso tra Regione e la Giano, con quest’ultima che, prima di passare al 90% nelle mani di Pagliara, e dell’altro imprenditore Sandro Mussolino (che ne detiene il 5%), era posseduta quasi totalmente dagli ex calciatori Fabio Cannavaro e Ciro Ferrara, che avrebbero dovuto garantire la valorizzazione dell’impianto all’insegna dei valori dello sport. L’atmosfera da tarallucci e vino che emerge dalla locandina ha messo però sul piede di guerra il Comitato San Martino, il Comitato dei mercatali del De Bustis e l’associazione Napoli Libera che per domani hanno annunciato un sit-in di protesta fuori lo Stadio.

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