Stadio Collana
Lo Stadio Collana

La protesta degli atleti: «Assediati da cespugli e macerie»

Il cartellone 6×3 che campeggia nelle strade di Napoli per pubblicizzare la nuova stagione sportiva dello stadio Collana mostra dei ragazzini accovacciati sulla pista di atletica con una meravigliosa pinetina alberata alle spalle. Peccato che la realtà sia molto diversa: intorno alla pista solo macerie, cespugli incolti, addirittura una piantagione di bambù, un habitat amazzonico, per non parlare di macerie e sassi sotto e sopra le tribune transennate. Di bello c’è la pista, rosso fuoco, regalo delle Universiadi finanziate dalla Regione Campania. Tutto il resto, nonostante l’affidamento alla Giano Srl – al centro di polemiche e di straschi giudiziari – è ancora ferma a un anno fa. Il Covid, ovviamente, ha fatto il resto, impedendo l’utilizzo degli spogliatoi e limitando l’uso delle palestre.

Il cartellone

Ma in questi giorni, alla ripresa delle attività sportive, chi ha provato a mettere piede nell’impianto vomerese ha notato la solita incuria, la trascuratezza della manutenzione ordinaria perfino in quei piccoli aspetti che nulla hanno a che fare con i fondi che si attendono dalla Regione e tantomeno con la guerra sul bando vinto dalla società che fa capo a Cannavaro e Ferrara. Per non parlare del caos sui prezzi e le iscrizioni. Il solito pressapochismo a cui, a Napoli, siamo purtroppo abituati, nonostante i progetti iniziali e le iniziative meritevoli, come la convenzioni con le scuole vomeresi, che la Giano ha intenzione di ospitare. Ma in quale contesto?

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Secondo fonti non ufficiali, per la Giano sarebbe impossibile, a norma di legge, fare interventi di manutenzione oltre quelli ordinari già fatti, perfino abbassare l’erba al di fuori dei margini della pista. Ma allora perché non denunciano questa assurdità? E perché almeno le tariffe non si abbassano? Tutto surreale, ma questa è Napoli, bellezza, direbbe Humphrey Bogart.

Il Napolista ieri ha ospitato un intervento di un giornalista napoletano, Luca Maurelli I (qui), iscritto al Collana, che denunciava diverse disfunzioni organizzative, sia sul fronte della gestione dei corsi che sulle politiche tariffarie. E invitava, anche sul fronte della manutenzione, la Giano Srl, a ragionare da  servizio pubblico, come impianto pubblico, anche sul fronte delle tariffe, visto che viene richiesta l’iscrizione ogni annualità, ripetuta per tutti i corsi (e non certo a prezzi politici…). Immaginate tutto questo quanto possa costare a una famiglia, anche in previsione di una possibile chiusura per il lockdown.

“Il profitto è giusto, doveroso. Ma ora – spiega Luca Maurelli, che si dichiara sostenitore della Giano – davvero iniziate a dare la sensazione di voler fare cassa il più possibile, in vista di una possibile chiusura, visto la mancata cura perfino dei particolari della manutenzione, tipo una tosatura di erba laterale, non solo nella zona “conferenza stampa”, la possibilità di utilizzare un armadietto con un lucchetto, magari pagando di più (qui senza obiezioni…), un sistema per la chiusura del bagno dello spogliatoio, il laghetto fetido che ad ogni pioggerellina si forma nel fossato della barriera fissa..”.

La lettera aperta alla Giano (a quanto pare senza risposta) si conclude con un interrogativo: “Per un attimo ripensate alla teoria della “broken windows” di Rudolph Giuliani: come immaginare di poter crescere in modo civile e rispettoso i nostri figli se li costringiamo a muoversi in un contesto di degrado, se noi non rispettiamo il loro senso estetico tollerando “finestre rotte” e abbandono perfino nei luoghi della socialità?”.

Alla lettera del giornalista si è aggiunta la denuncia di una mamma vomerese, Anna Caruso, che su Fb ha raccontato la sua “odissea”. Sono appena tornata da un pomeriggio allucinante, trascorso sulle scale, all’esterno del Collana, accalcata con altra gente che alla rinfusa cercava chi di ottenere infomrazioni suo corsi, chi di arrivare al desk per effettuare le prenotazioni o chi per far accedere il proprio figlio ad una delle prove per le molteplici discipline che si svolgono spesso contemporaneamente nella stessa palestra.Ed Angelo, col tutore non lo hanno fatto entrare perché non può partecipare alle prove. Attenzione non per un contingentamento all’interno degli ambienti (cosa più che lecita) ma solo perché col tutore non avrebbe potuto partecipare alla prova. Una gestione a dir poco approssimativa, incredibilmente improvvisata e dilettantesca”.

La polemica si è poi spostata sulla bacheca Fb di Sandro Cuomo, l’atleta olimpico che insegna scherma e in precedenza utilizzava le palestre del Collana, che però stranamente se l’è presa con il giornalista, più che schierarsi con gli atleti. “Rimango sempre più esterrefatto di come la gente non abbia compreso il macigno che pesa sulla concessione Dello stadio Collana: c’è un comunicato ufficiale della Guardia di Finanza, braccio operativo della Procura della Repubblica ed un fascicolo aperto dalla Corte dei Conti. Il Governatore stesso ha commissariato l’ufficio regionale che ha fatto il contratto incriminato in violazione del bando di gara di affidamento.
Insomma, in uno scenario grave, gravissimo, dove la regione invece di incassare paga, ed in questo “dare/avere” ballano circa 25milioni di soldi pubblici si mette in discussione l’iscrizione alle diverse discipline?  Lamentela inoltrata da chi, per altro, si vanta di essere stato sempre un sostenitore dell’affidamento a Giano, chiamando disfattisti coloro che chiedono la semplice applicazione della legge? Ma dove siamo finiti…”.

Chiosa finale di Luca Maurelli a Cuomo: “Della Finanza, dei commissari, di chi gestisce o vorrebbe gestire, non ci frega nulla, lo avete capito o no? Ci interessa il come, conta solo chi si allena, in un impianto pubblico, atleti e bambini”.  Ora che le elezioni sono passate, quacuno metterà mano al Collana o si dovrà aspettare le Comunali dell’anno prossimo?

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