venerdì, Ottobre 7, 2022
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«Col caro energia a rischio 11mila aziende e 40mila lavoratatori»

L’allarme di Confesercenti Campania preoccupa. Patriarca: «Taglio Iva e dilazione pagamenti». Berlusconi chiede l’intervento del governo e dell’Unione europea

Il caro energia sta mettendo in ginocchio imprese e famiglie italiane. Una situazione ancora più critica in Campania, e nel Mezzogiorno, dove da decenni il mondo economico deve fare i conti con un gap, industriale e di sistema, importante rispetto alle aziende del centro nord e del resto del mondo industrializzato. Gli elevati costi delle bollette potrebbero mettere la pietra tombale su tantissime attività imprenditoriali. In questo senso è arrivato l’allarme di Confesercenti Campania che ha spiegato come nella regione ci siano oltre 11mila aziende a rischio chiusura e 40mila lavoratori che rischiano la disoccupazione.

Il presidente di Confesercenti: «Situazione molto complicata per il caro energia»

«La situazione è molto complicata – spiega il presidente di Confesercenti Campania, e vicepresidente nazionale con delega al Mezzogiorno, Vincenzo Schiavo – secondo la stima del nostro Osservatorio, tenendo conto anche dei nuovi rincari del costo dell’energia e del gas attesi purtroppo per ottobre, le attività nella nostra regione a rischio chiusura, entro dicembre, sono ben 11.300».

Sotto la mannaia il settore turistico che rappresenta uno dei muri portanti della nostra economia: «Tremila ristoranti sui 16mila in totale presenti in Campania rischiano di dover chiudere i battenti, lo stesso dicasi per 6000 bar (sui 30mila esistenti) che potrebbero non riuscire a far fronte a tali spese. Situazione difficile pure nel settore alberghiero: secondo le nostre stime 300 Hotel (su 1600) e 2000 Bed&Breakfast (su 10mila) rischiano la chiusura entro fine anno. Un dramma assoluto che coinvolgerebbe, per di più, oltre 40mila lavoratori».

«Solo le attività che stanno facendo il pienone – avverte Schiavo – possono infatti permettersi di pagare sino a 10mila euro di energia elettrica a fronte dei 2000 euro in media che pagavano prima. Il rincaro del 400% può essere sostenuto a Napoli, ad esempio, solo dai locali del lungomare o del centro storico. Per tutte le altre attività di zone meno centrali o della provincia, dove non si sono registrati tali utili, gli imprenditori dovranno compiere una scelta, ovvero se pagare tali spese o gli impiegati, se far fronte a tali costi energetici mostruosi o sostenere le spese del fitto del locale».

Schiavo e l’associazione per risolvere la problematica ed evitare il dramma chiede «interventi immediati sia del Governo Draghi uscente che di quello che verrà. Chiediamo con forza che l’attuale Governo compia un’azione immediata, sospendendo o tagliando tali costi, con sostegni e altri interventi».

Patriarca: «Caro bollette primo impegno del prossimo governo di centrodestra»

Promette interventi Annarita Patriarca, capogruppo di Forza Italia nel consiglio regionale della Campania, partito del centrodestra che è dato favorito per il prossimo governo. «La lotta al caro bollette sarà di certo il primo impegno del prossimo governo di centrodestra. L’allarme lanciato da Confesercenti Campania, secondo cui sarebbero a rischio 11mila aziende nella regione, prefigura uno scenario disastroso per la nostra economia che dobbiamo scongiurare a ogni costo».

«Come suggerito anche dal presidente Silvio Berlusconi, servono ristori immediati per aiutare le imprese in difficoltà che non riescono a fronteggiare rincari che arrivano a oltre il 400 per cento delle tariffe originarie – aggiunge -. La Campania non può certo permettersi che 40mila lavoratori, secondo le stime dell’associazione di categoria, perdano il lavoro nei prossimi mesi».

Una prima misura «potrebbe essere quella di consentire alle aziende in difficoltà di poter dilazionare i pagamenti senza interessi e di mantenere il taglio dell’Iva per almeno tutto il 2023 – prosegue la Patriarca – ma sono necessari interventi strutturali per la realizzazione di un piano nazionale per l’energia all’interno di una strategia comune europea». «Il prossimo governo di centrodestra avrà l’autorevolezza e la capacità – conclude l’esponente azzurro – di poter contrattare in sede Ue misure straordinarie per neutralizzare il rischio inflazione, che sta erodendo i bilanci di famiglie e imprese, e per disinnescare la bomba del fallimento della filiera primaria dell’agroalimentare che ad oggi resta la più esposta ai rincari».

Berlusconi: «Europa deve prendere un’iniziativa comune»

L’ex premier Silvio Berlusconi e leader del partito azzurro è entrato invece, a gamba tesa sull’esecutivo Draghi e l’Ue: «Il governo deve agire subito per decreto per soccorrere chi è in difficoltà, le famiglie e le imprese, l’Europa deve prendere un’iniziativa comune, ma occorre anche ripartire al più presto con tutto ciò che la sinistra ha bloccato finora, dai termovalorizzatori, ai rigassificatori, dalle fonti rinnovabili come sole e vento, fino al nucleare sicuro, di quarta generazione, per il quale ci vorranno comunque molti anni, ma che è una strada senza alternative».

Guarino: «Evitare bomba sociale in Campania: aiutare imprese e famiglie»

Chiede di evitare una bomba sociale, invece, l’avvocato Riccardo Guarino, candidato capolista alla Camera dei Deputati per ‘Noi Moderati’ nel collegio plurinominale della Campania (1 – 01). «Il caro bollette rischia di avere ripercussioni gravissime sul futuro occupazionale della nostra regione. Non possiamo permetterci, dopo il periodo buio dei lockdown, di pagare un prezzo così alto».

Da qui il bisogno «di intervenire subito per salvare dal collasso le imprese, le famiglie che nell’attività privata hanno investito le proprie risorse e di esse vivono, e dunque l’economia di un intero territorio che paga già lo scotto di offrire poche chance ai suoi abitanti. La Campania, secondo Eurostat, è agli ultimi posti in Ue per occupazione degli adulti e dei giovani. La politica – conclude Guarino – ha il dovere di mettere in campo tutte le iniziative necessarie per evitare che la costante emergenza occupazionale della Campania si amplifichi diventando una bomba sociale».

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