Un sequestro di cocaina

I traffici illeciti a Scampia e Secondigliano  

di Giancarlo Tommasone

Le forniture di stupefacente era possibile anche pagarle a un mese dall’avvenuta consegna, e addirittura saldare tutto, con una auto lussuosa, attraverso una sorta di scambio merci. La circostanza emerge dalle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Antonio Prestieri, interrogato dal pm sul ruolo che aveva Vincenzo Notturno, alias ’o Vector, in seno al clan degli Scissionisti. «Da Vincenzo Notturno – racconta il pentito il 15 maggio del 2008 – ho ricevuto, in più occasioni, 4-5 chili di cocaina. Io e Vincenzo Esposito, il quale aveva un buon rapporto con Vincenzo Notturno, concordavano con questi l’acquisto, e per la cessione effettiva della droga passava un po’ di tempo, perché gli appoggi di Vincenzo Notturno sono in mano ad un suo cugino, tale Lello, che abita sempre nella zona dello Chalet Bakù».

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Dopo un giorno circa dall’«ordine» del quantitativo di stupefacente, fa mettere a verbale Antonio Prestieri, «da noi veniva Lello ed io mandavo, dato che la venuta del Lello non era concordata, Vincenzo Pagano, alias “piedi di papera”, a prelevare la cocaina». La droga veniva occultata «in una busta su di un motorino, che momentaneamente depositava presso una abitazione nella sua disponibilità, posta nel palazzo al fianco a quello dove abita. Detta abitazione è intestata ad un fratello di Vincenzo Pagano». Secondo quanto racconta il collaboratore di giustizia, Vincenzo Notturno, si sarebbe si atteggiato «“a grande”, perché non pretendeva subito il pagamento ed anzi io lo pagavo anche dopo un mese. Ricordo che in una occasione io gli pagai la cocaina acquistata cedendogli una macchina che gli piaceva, ovvero un’auto Mercedes ML che era fittiziamente intestato alla mamma di un mio affiliato».