lunedì, Gennaio 24, 2022
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Cnr, la vittoria dei precari: ok alle assunzioni

Una vertenza conclusasi positivamente dopo mesi di proteste

Finalmente la buona notizia per i precari del Cnr sembra essere arrivata. Con delibera del 30 novembre 2021 il Consiglio di amministrazione del Consiglio Nazionale delle Ricerche ha deciso di stabilizzare l’ultimo contingente di ricercatori e tecnologi che, in servizio presso l’Ente, hanno maturato i requisiti di stabilizzazione previsti dal Dlgs 75/2017. Quest’ultima tranche riguarda 328 persone che fino a ieri hanno protestato contro una decisione che li escludeva. Una decisione palesemente ingiusta.

Un provvedimento che ha completato «il processo avviato nel 2018 e con un investimento complessivo che a regime sarà pari ad oltre 144 milioni di euro – di cui 69 milioni di euro finanziati con appositi provvedimenti normativi – la stabilizzazione ha riguardato in tutto 1.868 unità di personale, tra ricercatori e tecnologi» si legge in una nota del Cnr.

Il Cnr: «Uno sforzo di grandi proporzioni»

«Questo nuovo passo – si apprende ancora dal comunicato – è uno sforzo di grandi proporzioni per un Ente che, rispetto ad alcuni principali competitor internazionali (CNRS in Francia, Max Planck Institute in Germania, Karolinska Institute in Svezia e NRCC in Canada) presenta il più basso livello di finanziamento statale per ricercatore e la più alta capacità di attrarre fondi di ricerca (circa il 30% del complessivo turnover)».

«Il percorso che ha portato alla conclusione del processo di stabilizzazione – sottolinea – è risultato molto difficoltoso proprio per la scarsità complessiva dei trasferimenti statali che negli ultimi anni hanno inciso profondamente sui complessivi equilibri economico finanziari e che solo recentemente sembrano essere in controtendenza. Nelle more di una più precisa definizione delle risorse utilizzabili e dei delicati conteggi inerenti la sostenibilità finanziaria complessiva, il Consiglio di Amministrazione ha comunque deliberato nelle ultime adunanze i passi necessari per arrivare a questa soluzione».

«La delibera di oggi è quindi la conclusione di un percorso non facile, portato avanti negli ultimi due mesi e frutto di una visione strategica che riconosce il valore di un capitale umano altamente specializzato su cui l’Ente ha potuto contare negli anni, in ogni campo del sapere. Prosegue senza sosta l’intenso lavoro del Consiglio di Amministrazione per favorire lo sviluppo di un piano strategico con il coinvolgimento della rete scientifica e per la normalizzazione della struttura del bilancio dell’Ente con l’obiettivo della sostenibilità economica».

Finalmente si conclude una vertenza che andava avanti per mesi e che ha tenuto sul filo centinaia di persone dopo una vita dedicata alla ricerca italiana. Dei 400 precari originari, per ora rimarrano ancora esclusi una 70ina di persone che dovranno ancora pazientare perché penalizzati dai criteri previsti dalla legge Madia.

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