I fratelli Esposito con alcuni calciatori del Napoli

di Giancarlo Tommasone

Dei fratelli Esposito, annotano gli inquirenti nel faldone dell’ordinanza che mercoledì scorso ha portato all’arresto di sei persone, Gabriele (32enne, il più giovane dei tre) è «effettivo ‘dominus’ delle società e dei beni aziendali, che gestiva di fatto personalmente pur non comparendo formalmente, e dei quali era finanziatore di fatto attraverso l’utilizzo di provviste provenienti anche da attività illecite quali la partecipazione ad associazione di stampo mafioso (clan Contini e clan Sarno-Palazzo, ndr)».

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Al centro dell’inchiesta Blackbet l’intestazione fittizia di un’agenzia di scommesse, la Eurobet di Piazza Mercato e di diverse attività.

Spiccano tra esse le società per la commercializzazione di giocattoli (Toys Market srl, Tms Toys Megastore srl e New Toys srl) e la Grandi Eventi, a cui è riconducibile la discoteca Club Partenopeo.

Il boss Edoardo Contini al momento dell’arresto

Del locale risultava essere solo all’apparenza titolare Diego La Monica (finito in carcere insieme a Gabriele, Giuseppe e Francesco Esposito), mentre nei fatti, sottolineano gli inquirenti, il «proprietario» è Gabriele Esposito.

Lo provano non solo le numerose intercettazioni telefoniche ed ambientali, ma anche circostanze che fanno emergere fatti e dinamiche in tutta la loro chiarezza.

Inoltre, a confermare le ipotesi degli investigatori, ci sono anche le parole del guardiano notturno della discoteca di Coroglio. L’uomo, il 22 giugno del 2017, viene ascoltato in merito all’attività svolta presso il Club Partenopeo ed afferma di lavorare alle dipendenze di Gabriele Esposito, che identifica come proprietario della struttura.

Foto di gruppo dei calciatori del Napoli con i fratelli Esposito

Dichiara ancora il guardiano notturno, che lo stesso Esposito gli versa la somma di 800 euro al mese (in denaro contante) e che la sua posizione lavorativa non è stata regolarizzata.

I fratelli Esposito con Diego Armando Maradona

Il guardiano viene convocato, perché quando il 22 giugno dello scorso anno, viene eseguita l’ordinanza nei confronti dei tre fratelli Esposito (poi scarcerati dal Riesame), le forze dell’ordine contattano Diego La Monica per accedere all’interno della discoteca ed effettuare una perquisizione. La Monica però afferma che non è in possesso delle chiavi, cosa alquanto strana per quello che è considerato essere il titolare della struttura. Tale circostanza consente agli inquirenti, «di ottenere ulteriori e fondamentali riscontri circa la fittizia intestazione della citata attività a La Monica».

Una volta riuscite ad accedere nel Club Partenopeo, le forze dell’ordine si imbattono in alcuni documenti.

Viene rinvenuto e sottoposto a sequestro un contratto di assunzione a tempo indeterminato privo di firme a cui era allegata la relativa comunicazione UniLav, stipulato tra la società Grandi Eventi, in qualità di datore di lavoro e proprio Gabriele Esposito, il quale risulta essere stato assunto dalla predetta società il 22 aprile del 2016 con mansioni di addetto organizzazione sala – addetto alle attività di organizzazione servizio sala – V livello. Vengono inoltre rinvenuti e sottoposti a sequestro altri due contratti di lavoro a tempo indeterminato, anche questi privi di firma, ma ai quali era allegata la relativa comunicazione UniLav.

Uno degli arrestati con Pepe Reina

Nel caso fosse accaduto qualcosa, i contratti erano pronti, mancavano soltanto le firme. Nei fatti, come è stato possibile ricostruire, accadeva che Gabriele Esposito era alla guida di uno dei locali più «in» e remunerativi della città. Un locale che gli faceva incassare anche «130, 140mila euro ogni tre giorni». Però non poteva comparire come titolare, aveva bisogno di un prestanome, perché già condannato per associazione per delinquere di stampo mafioso. La condanna non è passata ancora in giudicato.

Reina sarà ascoltato dai pubblici ministeri

Il portiere del Napoli Pepe Reina sarà ascoltato, in qualità di persona informata sui fatti, dai pm della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, nell’ambito delle indagini che hanno portato in carcere i tre imprenditori. Reina più volte è in fotografie edite su social con i fratelli e la scorsa settimana nel locale che loro gestiscono, il Club Partenopeo, ha tenuto la festa di saluto ai suoi amici e calciatori del Napoli. I pm vogliono che il portiere chiarisca i suoi rapporti con i tre imprenditori, i quali erano in confidenza con molti vip e molti professionisti del calcio tra i quali anche l’ex Napoli Gonzalo Higuain. I tre, assistiti dagli avvocati Domenico Dello Iacono e Roberto Saccomanno, saranno ascoltati stamattina dal gip nell’interrogatorio di garanzia.